Il Generale parla di euro

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Se vuoi vincere le elezioni devi dire male dell’euro. E anche il Generale si è uniformato a tale regola. Inoltre un partito deve avere una propria idea di politica economica ed ecco che cominciamo a conoscere quella della destra “vera”.
 Ci sembra di aver capito che intende cominciare a studiare tale ipotesi essendo convinto che non è facile realizzarla. Peraltro non è difficile parlar male della moneta europea visto che la sua sopravvivenza è stata possibile solo con interventi da parte della BCE spesso “non convenzionali”. Peraltro la Brexit dimostra che uscire dalla UE senza avere una propria idea di politica economica differente ma continuando con le stesse burocrazie e prassi europee significa discreditare anche la politica economica nazionale e la stessa uscita dalla UE!! Quindi servono idee chiare.
 Ma chi può mettere mani a una cosa del genere se non un parlamentare europeo? E il Vannacci tale è. E quindi in tale veste può dire a chiare lettere come fare.
 Lo statuto della BCE prevede che la lotta all’inflazione è il principale compito della Banca Centrale. In Europa vi sono varie realtà economiche molto differenti tra loro e quindi con tassi di inflazione molto diversi. Se fai una media tra questi tassi e calcoli un tasso di inflazione statisticamente unico europeo e lo fai per fare un tasso di interesse unico europeo; come effettivamente accade oggi. Però così facendo avrai un tasso troppo alto e quindi punitivo nelle aree con inflazione bassa e quindi povere, mentre avrai un tasso di interesse basso nelle aree ad alta inflazione e quindi ricche ove il danaro più a buon mercato della inflazione favorisce un ulteriore aumento di questa. Una perversione enorme dovuta proprio alla unitarietà della moneta e quindi del suo tasso di interesse reso forzatamente unico. Ecco perché l’euro non può essere mai una buona moneta. Serve che se è vero che il tasso di inflazione europeo è solo statisticamente unico ma realmente differenziato, anche il tasso di interesse deve essere differenziato.
Peraltro mentre ai tempi delle monete nazionali i tassi di interesse praticati concretamente erano calcolati sul mercato interbancario la BCE ad un certo momento trascinata dal rischio della imminente implosione della moneta unica ha avocato a se tale compito e quindi essa si è assunta la responsabilità di tale politica.
 Tutto ciò significa che il tasso di interesse unico europeo non è conforme agli imperativi statutari della BCE e danneggia i poveri come anche i ricchi e quindi un deputato europeo può adire le vie legali o politiche per sollevare la questione. Sembra che sia arrivato quel momento e qualora il Generale lo facesse avrebbe vinto le elezioni senza dubbi e in maniera molto più netta di ogni rosea previsione.
 Certo spiegare cose così semplici ai burocrati di Bruxelles e di Francoforte non sarà una passeggiata ma questa stortura va corretta adesso perché è il vero limite dell’euro. Uscire dall’euro significa prima e sopra tutto cambiare la determinazione del tasso di interesse, poi viene la quantità di moneta e tutto il resto. Lo sa il Generale? Se mai leggesse queste righe potrebbe entrare nella storia della politica monetaria e creditizia mondiale mettendo in ombra altri italiani che avrebbero dovuto capire queste cose e non l’hanno fatto.
 Non entriamo qui nei dettagli tecnici che sono molto complessi perché non è il luogo adatto; peraltro sarà difficile far capire agli europeisti già queste semplici cose, figuriamoci se sarà mai possibile andare nella parte esecutiva. Ma alla compagine politica nuova si chiedono cose nuove che i vecchi partiti non hanno saputo darsi. Sarà la volta buona?
 CANIO TRIONE

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