Forum PA 2026, la Protezione Civile Puglia punta sulla resilienza digitale

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L’esperienza della Protezione Civile della Regione Puglia nell’utilizzo di piattaforme interoperabili e sistemi avanzati di condivisione dei dati per rafforzare la prevenzione, la gestione dei rischi e la pianificazione territoriale è stata protagonista a Forum PA 2026, nell’ambito del talk “La Regione regista del territorio: piattaforme, dati e Smart Land nel post-PNRR”, curato da Deda Next.

Tra i relatori dell’incontro, dedicato al ruolo strategico delle Regioni nella costruzione di ecosistemi digitali integrati, è intervenuta Barbara Valenzano, dirigente della Sezione Protezione Civile regionale, che ha illustrato il percorso avviato dall’ente per sviluppare strumenti innovativi a supporto delle decisioni attraverso l’integrazione delle informazioni provenienti da amministrazioni, reti di monitoraggio e altri soggetti istituzionali.

Al confronto hanno partecipato anche Lucio Marottoli, Direttore Healthcare & Local Government di Deda Next, e rappresentanti di altre amministrazioni regionali impegnate nei processi di innovazione digitale. Al centro del dibattito, il ruolo delle Regioni come piattaforme territoriali capaci di connettere servizi, infrastrutture e patrimoni informativi, superando la frammentazione amministrativa e valorizzando gli investimenti realizzati negli ultimi anni grazie al PNRR.

Nel suo intervento, Valenzano ha presentato il modello operativo adottato in Puglia, basato sull’integrazione di dati raccolti sul territorio, osservazioni satellitari e modelli previsionali avanzati. Un approccio che accompagna l’intero ciclo del rischio, dalla previsione alla prevenzione, fino alla gestione delle emergenze.

“Abbiamo messo a punto, insieme ai nostri partner, tra cui Deda Next, un sistema fondato su alcuni principi cardine: previsione, prevenzione, supporto alle decisioni e governo del territorio”, ha spiegato. “L’elaborazione su un’unica piattaforma dei dati provenienti dalle reti di monitoraggio, dalle osservazioni satellitari e dai modelli di calcolo ci consente di trasformare le informazioni raccolte in strumenti concreti per l’intervento e la pianificazione”.

Secondo la dirigente, il vero salto di qualità consiste nel superare una visione limitata alla risposta emergenziale per adottare un approccio strutturale orientato alla resilienza.

“La sfida che abbiamo davanti è passare da un modello centrato prevalentemente sulla risposta all’emergenza a un sistema sempre più orientato alla resilienza e alla prevenzione”, ha dichiarato. “Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale poter contare su dati affidabili, aggiornati e condivisi. L’interoperabilità consente di mettere a sistema contributi provenienti da enti diversi, migliorando la capacità di analisi, pianificazione e intervento”.

La dirigente ha inoltre evidenziato come la Regione stia sviluppando nuove modalità di valutazione dei rischi in grado di tenere conto della crescente variabilità climatica e della complessità dei fenomeni naturali, grazie a strumenti che combinano dati statici e dinamici, rilevazioni sul campo ed elaborazioni avanzate.

“L’innovazione è legata alla disponibilità di una piattaforma unica e integrata, capace di elaborare informazioni differenti su più livelli e secondo criteri condivisi”, ha affermato. “Questo consente di costruire modelli previsionali sempre più evoluti e di orientare in modo più efficace le scelte di governo del territorio”.

Un aspetto centrale riguarda anche l’accessibilità del patrimonio informativo pubblico. Per Valenzano, infatti, il dato rappresenta un bene collettivo che deve essere reso realmente fruibile da cittadini, imprese e amministrazioni.

“Il dato è un bene sociale e un bene pubblico. Oggi molte informazioni ambientali e territoriali sono già disponibili, ma spesso si presentano come elementi isolati, non elaborati e difficili da interpretare”, ha sottolineato. “Attraverso tecnologie innovative, algoritmi numerici e strumenti di intelligenza artificiale possiamo trasformarle in conoscenza accessibile, mettendo cittadini e operatori nelle condizioni di comprenderne immediatamente il significato e gli impatti”.

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