«La condanna definitiva del gioielliere Mario Roggero e il dibattito sulla richiesta di grazia continuano a dividere profondamente l’opinione pubblica. Si tratta di una vicenda drammatica che non può lasciare indifferenti, ma che richiede un’analisi lucida, lontana da slogan e polarizzazioni. Se guardiamo alla vicenda, i piani da considerare sono tre: • Il piano giuridico: La Corte di Cassazione ha applicato il codice vigente: la legittima difesa non può scattare quando il pericolo immediato è cessato e i rapinatori sono in fuga. La grazia, d’altro canto, è una prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica per eccezionali motivi umanitari, e non un modo per cancellare una sentenza.• Il piano sociale: È innegabile il sentimento di frustrazione di molti cittadini e commercianti, che chiedono maggiore tutela e giustizia di fronte alle violazioni della proprietà privata. Al tempo stesso, l’ordinamento deve difendere il principio che lo Stato ha il monopolio della forza, per evitare la deriva della giustizia privata.• Il piano politico: La vera sfida per le istituzioni non è rincorrere l’emotività del momento, ma trovare soluzioni strutturali. Servono leggi chiare sulla sicurezza e sulla certezza della pena, che sappiano proteggere le vittime senza scardinare i principi cardine dello Stato di diritto. La giustizia deve rimanere un faro di equilibrio, capace di comprendere il dramma umano senza mai rinunciare all’imparzialità delle regole. Voi cosa ne pensate? Come si può bilanciare il diritto alla sicurezza con il rispetto rigoroso della legge?».
Lo scrive in una nota l’ex consigliere regionale Francesco La Notte.
