I “nuovi” problemi del XXI secolo: la grande distribuzione

[epvc_views]

 Il produttore di beni e servizi dipende per la diffusione del suo prodotto dai commercianti. I commercianti rincarano il prezzo di quel prodotto dei costi connessi alla commercializzazione e del profitto. Spesso i commercianti coincidono con grandi imprese note con il termine Grande Distribuzione Organizzata (GDO). I costi elevati producono più alti prezzi di vendita e quindi la vendita non potrà essere così facile come sarebbe se i costi fossero più bassi. Costi elevati portano minori quantità vendute che a loro volta producono immediatamente minori quantità da acquistare del bene venduto. Il produttore così sarà costretto a ridurre i suoi prezzi per esitare l’intera produzione.
 Sono cose che tutti sanno e che non sono nuove.
 Oltre ai costi il commerciante percepisce sotto varie forme dei profitti. Parte del prezzo di vendita praticato al consumatore finale è il profitto del commerciante. Il profitto è la ragione della attività del commerciante e quindi la sua massimizzazione sarà sempre l’obiettivo vero della sua attività.
 L’insieme del costo e del profitto aggiunti al costo di acquisto del bene venduto producono il prezzo di vendita della Grande Distribuzione al consumatore finale; più alto è quel prezzo più bassa sarà la quantità venduta e maggiore sarà la pressione sul produttore iniziale a ridurre il suo prezzo di vendita; circostanza che avviene sempre ed ineluttabilmente costringendo il produttore iniziale ad uscire dalla legalità fiscale e lavoristica e burocratica o lavorare più del normale  mentre il commerciante può rispettare le norme a spese del suo fornitore. Quando il fornitore per una ragione qualunque non è più in grado di garantire al commerciante un livello bastevole di profitto sarà sostituito da un altro produttore -forse estero o forse disonesto- che beneficia di costi (del lavoro, della previdenza, del fisco, della burocrazia,…) più bassi praticati nel suo Paese uccidendo l’impresa fornitrice che poi viene sostituita appunto da altra straniera divenendo così importatore e non più nazionale.
 Un “sistema” micidiale -molto simile ad una metastasi economica crescente- nel centro del sistema economico e che colpisce consumatori e produttori assieme. Se mai troverete un prezzo molto basso in un supermercato non dovete ringraziare il commerciante ma il produttore di quel bene costretto dalle circostanze più diverse a svendere il suo prodotto; se si pone mente al settore agroalimentare o alla manifattura si capisce che questo modo di gestire la distribuzione può far saltare qualunque sistema economico e qualunque indipendenza economica…senza che neanche i partiti nazionalisti e sovranisti innamorati della Patria se ne accorgano.
 Se il commerciante agisce non in regime di concorrenza ma in quasi monopolio può cedere alla tentazione di utilizzare questa sua condizione di prevalenza per imporre al consumatore finale prezzi ancora più alti e per esso più remunerativi inducendo gli acquirenti a ridurre le quantità; cosa che si ripercuote pari pari sul produttore iniziale del bene. Uno di questi sistemi è la etichettatura del bene venduto con marchio del distributore quasi che fosse stato realizzato da lui; si riduce così ancora di più la forza del produttore iniziale; il passo successivo sarà l’acquisizione della sua impresa per pochi spiccioli. Si dirà che la grande impresa è più efficiente della piccola tant’è che è più forte. È l’inverso: la grande impresa è più forte finanziariamente e organizzativamente tanto da riuscire a convincere il consumatore a dargli molti più soldi per la stessa quantità di bene e, contemporaneamente a costringere il fornitore a vendere a prezzi più bassi; quindi è più forte e può gestire il mercato a proprio piacimento.
 Vi sono poi mercati fatti di piccoli commercianti in concorrenza feroce tra loro che sono costretti ad assottigliare i propri costi e il proprio profitto per restare sul mercato. Questo è un esempio di come la distribuzione può essere virtuosa a differenza di quello che accade per le imprese quasi monopoliste. Questa concorrenza tipica delle imprese piccole riduce la differenza di forza contrattuale tra i vari attori del fenomeno distributivo a tutto vantaggio del produttore di materia prima e del consumatore finale.
 Tutto ciò è ben visibile ed è realtà quotidiana nei rapporti tra produttori e grande distribuzione. Tutto ciò evidenzia come la GDO costituisce un potere (e non un insieme di imprese) con ruolo pubblicistico che viene sottratto alle Istituzioni pubbliche. Il mercato polverizzato esorcizzava questo vulnus dell’economia ma la dimensione aziendale resa possibile dalle moderne tecnologie e dalla finanza ha creato questo potere dentro l’economia che ne uccide la funzionalità creando tutte le condizioni per una implosione dell’economia…di cui nessuno se ne è accorto.
 Per esempio esplicativo una tassa sulla grande impresa viene trasferita ipso facto su fornitori e su consumatori mentre una tassa sulla piccola impresa viene pagata da questa.
 Questi due esempi mettono in risalto il ruolo strutturalmente esiziale delle imprese distributrici di grandi dimensioni e dell’involontario impegno dei piccoli commercianti nel partecipare al benessere collettivo.
 CANIO TRIONE

News dal Network

Promo