TRANI – Una serata all’insegna della comicità, della satira e del trasformismo ha animato lo Sporting Club di Trani, dove Claudio Lauretta ha portato in scena IMITAMORFOSI, uno spettacolo capace di trasferire sul palcoscenico tutta l’esperienza maturata in televisione senza limitarsi a riproporne le dinamiche.
Conosciuto dal grande pubblico come il “Mister Voice” grazie alle sue partecipazioni a Striscia la Notizia, Zelig e Tale e Quale Show, Lauretta dimostra come il linguaggio del varietà televisivo possa trovare nuova efficacia dal vivo. Più che una semplice successione di imitazioni, lo spettacolo si sviluppa come un racconto ritmato, in cui sketch, interventi musicali e momenti satirici si susseguono con naturalezza, mantenendo costante il coinvolgimento della platea.
Il punto di forza della performance resta la straordinaria padronanza vocale. L’artista passa con estrema disinvoltura da un personaggio all’altro, ricostruendo timbri, inflessioni e cadenze con precisione tecnica. A fare la differenza, però, non è soltanto la voce: posture, espressioni, pause e piccoli dettagli gestuali contribuiscono a rendere ogni trasformazione credibile, dimostrando quanto il lavoro dell’imitatore vada ben oltre la semplice riproduzione di una parlata.
Il repertorio attraversa mondi differenti, dalla televisione alla musica fino alla politica. La comicità nasce spesso dall’osservazione dei particolari più che dall’effetto caricaturale, e proprio questa attenzione ai dettagli rende le imitazioni riconoscibili e mai eccessive. La satira, pur mantenendo toni leggeri, riesce anche a suggerire riflessioni senza rinunciare alla sua funzione di intrattenimento.
Il pubblico ha risposto con entusiasmo, partecipando attivamente e premiando con lunghi applausi le interpretazioni più riuscite. L’atmosfera raccolta dello Sporting Club ha favorito un rapporto diretto tra artista e spettatori, trasformando la serata in un’esperienza condivisa più intima rispetto ai grandi teatri e valorizzando ulteriormente la presenza scenica di Lauretta.
Dal punto di vista della costruzione drammaturgica, lo spettacolo sceglie volutamente un ritmo molto sostenuto. Questa scelta mantiene alta l’attenzione, ma in alcuni passaggi sacrifica la possibilità di approfondire maggiormente alcuni personaggi. Alcuni sketch, perfettamente efficaci presi singolarmente, avrebbero probabilmente beneficiato di tempi più dilatati, concedendo al pubblico l’occasione di assaporare con maggiore calma le trasformazioni prima di passare al quadro successivo.
Anche chi segue da anni la carriera televisiva dell’artista ritroverà alcune delle sue imitazioni più celebri, ormai parte del suo repertorio consolidato. Sono tuttavia i momenti in cui Lauretta sperimenta nuove costruzioni sceniche e amplia la dimensione teatrale dei personaggi a rappresentare gli spunti più interessanti dello spettacolo.
Foto di Egidio Magnani
