Investimento per una “Israeli colony” nel Salento, infuria la polemica

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L’obiettivo di un ambizioso progetto che vede a capo Orit Lev Marom, imprenditrice israeliana che ha “scoperto” la Puglia. Da quel momento, la regione sarebbe diventata non solo un luogo di lavoro, ma anche una sorta di casa per lei.

Un termine, «colonizzare» che farà inevitabilmente discutere, visto il drammatico periodo storico che stiamo attraversando. 

Ciò che sappiamo è che le sue parole, condivise attraverso post sui social media, esprimono un forte legame con il territorio, descritto come una destinazione ideale per investimenti e opportunità imprenditoriali. Con sede a Lecce, Marom ha fondato la Coral 37, una società immobiliare focalizzata sulla compravendita di immobili di lusso e sulle ristrutturazioni. La sua visione si estende oltre il semplice investimento: propone la creazione di una comunità agricola e turistica, definita “Israeli Colony in Salento”, dove le famiglie israeliane possano stabilirsi, coltivare i propri prodotti e sviluppare strutture educative e sanitarie. Una strategia che strizza l’occhio a situazioni simili già viste nel Mediterraneo.

Le sue affermazioni sui vantaggi di investire in Puglia, come gli incentivi statali nel turismo e l’accessibilità dei terreni, sollevano interrogativi.

 La sfida sarà trovare un equilibrio tra sviluppo economico e rispetto per l’identità locale, per garantire che il Salento rimanga un luogo di incontro e armonia. La questione sta facendo molto discutere sul web, come riportato anche su questo video diffuso sui social: https://www.facebook.com/reel/803508285415645. 

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