Pagamenti digitali, cambia la legge: i negozi non potranno più rifiutare wallet e app

[epvc_views]

La rivoluzione dei pagamenti elettronici entra in una nuova fase. Con la conversione definitiva in legge del decreto Accise (DL 63/2026), viene ampliato l’obbligo per gli esercenti di accettare tutti gli strumenti di pagamento digitale, superando definitivamente il limite che, fino a oggi, riguardava principalmente bancomat e carte di credito. La modifica normativa include infatti anche wallet digitali, applicazioni mobili e sistemi contactless utilizzati attraverso smartphone e smartwatch, eliminando qualsiasi possibilità di rifiutare queste modalità di pagamento appellandosi a interpretazioni della precedente disciplina.

Il cambiamento nasce da una modifica apparentemente minima del testo di legge, che sostituisce il riferimento alle “carte di pagamento” con quello, molto più ampio, agli “strumenti di pagamento”. Una scelta lessicale che produce però effetti concreti, perché estende l’obbligo a tutte le forme di moneta elettronica oggi disponibili sul mercato. Una volta pubblicata la legge in Gazzetta Ufficiale, le nuove disposizioni entreranno in vigore dal giorno successivo.

Per gli esercenti che continueranno a rifiutare un pagamento elettronico resterà in vigore il sistema sanzionatorio già previsto dalla normativa. La multa sarà composta da una quota fissa di 30 euro, alla quale si aggiungerà un importo pari al 4% del valore della transazione negata. Un rifiuto relativo, ad esempio, a un acquisto da 100 euro comporterà una sanzione complessiva di 34 euro. L’obiettivo resta quello di scoraggiare il ricorso esclusivo al contante e favorire una sempre maggiore diffusione dei pagamenti digitali.

Negli ultimi anni il mercato italiano ha mostrato un’accelerazione significativa verso la moneta elettronica. Le transazioni effettuate con strumenti digitali continuano ad aumentare mentre diminuisce progressivamente il numero dei prelievi di contante agli sportelli bancari. Carte contactless, smartphone e smartwatch sono ormai entrati nelle abitudini quotidiane di milioni di consumatori, trasformando profondamente il modo di effettuare anche gli acquisti di piccolo importo.

La novità legislativa arriva in un momento particolarmente favorevole anche per gli operatori del settore. Satispay ha infatti annunciato che, a partire da settembre, azzererà nuovamente le commissioni per tutti i pagamenti inferiori ai 10 euro effettuati presso gli esercenti convenzionati. Per le operazioni di importo superiore, invece, sarà applicata una commissione dello 0,95%, una misura pensata per sostenere soprattutto bar, edicole, negozi di quartiere e tutte quelle attività nelle quali le transazioni di piccolo valore rappresentano la maggior parte degli incassi quotidiani.

La piattaforma continua intanto a consolidare la propria presenza sul territorio, superando i 6,5 milioni di utenti e le 450.000 attività commerciali aderenti. Il sistema consente di ricevere pagamenti utilizzando dispositivi già presenti nei punti vendita, come computer, tablet o smartphone, senza la necessità di infrastrutture particolarmente complesse. A questo si affiancano servizi aggiuntivi come programmi fedeltà, strumenti dedicati al welfare aziendale, integrazione con numerosi registratori di cassa e accredito degli incassi entro il giorno lavorativo successivo.

Secondo Alberto Dalmasso, co-founder e CEO di Satispay, l’evoluzione normativa rappresenta un passaggio coerente con il percorso avviato dall’Europa per favorire una maggiore concorrenza nei sistemi di pagamento e stimolare la nascita di operatori alternativi. L’obiettivo, sottolinea il manager, è trasformare quello che potrebbe apparire come un nuovo obbligo per gli esercenti in un’opportunità concreta di crescita, sostenendo in particolare il commercio di prossimità attraverso costi più contenuti e servizi sempre più evoluti.

Con l’estensione dell’obbligo di accettare ogni forma di pagamento elettronico, l’Italia compie così un ulteriore passo verso una digitalizzazione sempre più capillare dei consumi. Smartphone, smartwatch e wallet digitali diventano definitivamente strumenti riconosciuti dalla normativa, confermando una trasformazione che sembra destinata a ridurre progressivamente il ruolo del contante nella vita quotidiana di cittadini e imprese.

News dal Network

Promo