C’è molta preoccupazione anche tra i pendolari e i viaggiatori pugliesi dopo il pesante attacco informatico che ha colpito i sistemi di Trenitalia. La violazione ha portato al furto di una gran mole di dati personali legati ai biglietti e, proprio per questo, la sede locale di Consumerismo No Profit ha deciso di lanciare un avviso urgente ai cittadini.A finire nelle mani dei pirati informatici sono stati dettagli tutt’altro che banali: nomi, email, numeri di telefono, ma soprattutto la cronologia dei viaggi, comprese le tratte esatte, gli orari e i codici dei biglietti acquistati. Anche se l’azienda ha subito assicurato che le carte di credito e le password d’accesso sono al sicuro, la tipologia di informazioni sottratte rischia di innescare una serie di truffe estremamente credibili e cucite su misura per l’utente.«Per chi viaggia da o per Bari il pericolo è concreto e si vedrà nei prossimi giorni», spiega senza giri di parole Raffaella Lauciello, Delegata per il Comune di Bari di Consumerismo No Profit. «Immaginiamo di ricevere un SMS o una mail che cita un treno preso davvero, magari un Bari-Roma o un regionale fatto di recente. Avendo in mano i dati reali del viaggio, i truffatori riusciranno a far sembrare autentico un messaggio che in realtà è una trappola. Parliamo di phishing mirato, una tecnica subdola in cui è facilissimo cascare se non si sta più che attenti».Per evitare brutte sorprese, l’associazione consiglia innanzitutto di non cliccare mai sui link che arrivano via SMS o mail, anche se sembrano provenire da canali ufficiali delle Ferrovie dello Stato. Qualsiasi verifica sulla propria prenotazione va fatta digitando l’indirizzo della piattaforma direttamente nel browser o usando l’applicazione ufficiale. Trenitalia, inoltre, non contatta mai i clienti per chiedere codici personali o password al telefono. In via precauzionale, il consiglio della delegata barese è comunque quello di cambiare la password del proprio profilo personale sul sito.Nel frattempo, Consumerismo ha deciso di passare dalle raccomandazioni alle vie formali, annunciando un accesso agli atti per fare piena luce sulla vicenda. L’obiettivo è capire l’esatta portata del danno, quanti passeggeri pugliesi siano effettivamente coinvolti, da quanto tempo la falla fosse aperta e se i sistemi di protezione fossero aggiornati.«Una realtà pubblica che gestisce la mobilità di milioni di persone, e che ogni giorno sposta migliaia di baresi, non può cavarsela con una semplice nota di rassicurazione», conclude Lauciello. «Chi viaggia ha tutto il diritto di sapere cosa sia successo davvero. La tutela dei dati personali non può essere considerata un optional».Dall’associazione arriva infine l’invito a segnalare tempestivamente ogni messaggio o telefonata sospetta alla Polizia Postale o direttamente agli sportelli di Consumerismo a Bari, così da ricevere assistenza immediata.
