Il nucleare in mare

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 L’idea che abbiamo ormai da più di un lustro sostenuto anche da queste colonne di traslocare in mare la produzione di energia verde ha fatto strada. L’idea è portentosa tant’è che in molti angoli del mondo le multinazionali dell’energia si sono sbizzarrite nei modi più diversi e secondo le idee dei rispettivi uffici tecnici per creare centrali in mare. Le tecniche sono tantissime ma la migliore è una sola; va individuata.
 Si parla anche di referendum sul nucleare probabilmente perché alta è la probabilità di avere un elettorato contrario. E per i sostenitori di questa tecnologia “pulita” conviene riproporre la cosa fino a che anche i cittadini diranno di si dopo di che non si faranno più referendum e i figli dovranno tenersi quel momento di leggerezza dei padri e nonni come già accade per il sistema repubblicano o per l’adesione alla UE.
 Come tutte le cose belle anche questa dell’elettricità da centrali in mare se messa in mano a gente neofita, diviene un aborto.
 Così sentiamo discettare di centrali nucleari allocate in mare o di aerogeneratori galleggianti ma ancorati al fondale, o in bella vista ad un passo dalla costa,… laddove abbiamo saputo da un deputato forzista che in aula a Montecitorio ha dichiarato che nei passati venticinque anni il consumo di energia è rimasto sostanzialmente lo stesso mentre la potenza installata è più che raddoppiata.
 Cioè: perchè abbiamo costruito milioni di generatori dal vento e dal sole? È da presumere che molti di quegli impianti non sono collegati o non sono funzionanti per mancanza di manutenzione, o semplicemente producono l’energia quando non viene consumata cioè quando non serve.
 Questo è un malfunzionamento di enorme importanza che la dice lunga dell’approssimazione che alberga nei piani alti della gestione della energia italiana…e anche il nucleare per sicuro e pulito che sia, produce senza soluzione di continuità cioè inutilmente almeno per i tre quarti della sua potenzialità. Quindi l’elemento più importante è recuperare quella energia prodotta e non utilizzata e non certo produrne altra. Il dilemma nucleare “si” o “no” è un falso problema perché abbiamo una quantità di energia multipla di quella consumata che va recuperata e vi sono milioni di siti produttivi su terra ferma che non producono nulla e quindi almeno parzialmente vanno rimossi per restituire la terra alla agricoltura…. come mai dobbiamo sollevare noi la questione e non chi di competenza? Come mai le dichiarazioni di quel deputato forzista stanno già nel dimenticatoio? Forse in alto loco sono interessati all’investimento miliardario ma non all’energia e tanto meno al suo prezzo per il consumatore?
 Sull’energia siamo all’anno zero. 
CANIO TRIONE

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