Definitivamente assolto per l’omicidio di Meredith Kercher, Raffaele Sollecito non è mai stato risarcito per l’ingiusta detenzione di quasi quattro anni tra l’arresto durante le indagini sul delitto compiuto a Perugia e la prima sentenza sentenza d’appello che scagionò lui e Amanda Knox.
“Un cortocircuito logico e morale devastante per la fiducia nella Giustizia” dice ora con l’ANSA commentando il risarcimento stabilito per i familiari dei rapinatori vittime del gioielliere Mario Roggero.
Sollecito parla di “una delle ferite più incomprensibili e amare del nostro sistema giudiziario”.
“La contraddizione è clamorosa e, dal mio punto di vista, inaccettabile” aggiunge.
“Da una parte ci sono io: un cittadino innocente – aggiunge -, assolto con formula piena. Eppure, lo Stato mi ha negato qualsiasi risarcimento per i quasi quattro anni di ingiusta detenzione che hanno distrutto la mia vita. Per farlo, i giudici si sono aggrappati a una loro personale convinzione, mai supportata dai fatti. Non essendo riusciti in alcun modo a collocarmi sulla scena del crimine (ipotizzando paradossalmente che potessi essere lì prima, durante o dopo il delitto, senza mai dimostrarlo), hanno deciso di non risarcirmi deducendo che io avessi comunque cercato di aiutare Amanda. Una deduzione priva di prove e logicamente in contrasto con la mia assoluzione.
Dall’altra parte, assistiamo a sentenze come quella del gioielliere. In quel caso, il nostro stesso sistema giudiziario si mobilita per garantire e imporre un risarcimento a favore di persone che, nel momento in cui hanno perso la vita, stavano attivamente commettendo un reato violento. Persone che avevano assaltato un’attività commerciale impugnando delle armi che solo loro sapevano essere giocattolo, terrorizzando chi in quel momento stava solo lavorando”.
Per Sollecito “un cortocircuito logico e morale devastante per la fiducia nella Giustizia”. “In Italia – dice ancora – lo Stato arriva a imporre tutele e risarcimenti per chi delinque e minaccia la vita altrui, ma volta le spalle a chi viene ingiustamente strappato alla propria vita per un colossale errore giudiziario di cui è la vittima”.
