Boccia: “Dialoghi di Trani” 25 anni di cultura e dialogo. Oggi la complessità è la più grande sfida della democrazia

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“Sono stati presentati oggi, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della
Repubblica, i ‘Dialoghi di Trani’, che celebrano quest’anno il
venticinquesimo anniversario di una delle più autorevoli rassegne culturali
italiane. L’edizione 2026, dedicata al tema ‘Complessità’, si svolgerà a
Trani dall’11 al 26 settembre, per poi proseguire con appuntamenti
internazionali ad Atene, Francoforte e Bruxelles. Venticinque anni
rappresentano un traguardo importante, ma soprattutto raccontano una storia
di coerenza e di visione”. Così Francesco Boccia, presidente dei senatori
del Pd, promotore dell’iniziativa in Senato.
“I Dialoghi di Trani sono diventati nel tempo molto più di un festival
culturale: sono un luogo nel quale la cultura incontra la democrazia, il
confronto sostituisce la contrapposizione e il dialogo prevale sulla
propaganda. Molto opportunamente gli organizzatori hanno scelto come parola
guida di questa edizione ‘Complessità’ perché descrive meglio di ogni altra
il tempo che stiamo vivendo. Guerre, trasformazioni tecnologiche,
intelligenza artificiale, crisi ambientali, nuove disuguaglianze e
mutamenti geopolitici ci ricordano ogni giorno che il mondo non può essere
spiegato con slogan o semplificazioni. La complessità non è un problema da
eliminare: è la condizione del nostro tempo. E il dialogo è il modo più
civile e democratico per attraversarla. Proprio quando tutto sembra
spingere verso la polarizzazione, la cultura ci ricorda che comprendere è
più difficile che dividere, ma è anche l’unica strada per costruire una
società più giusta e una democrazia più forte. Da venticinque anni i
Dialoghi di Trani svolgono questa funzione, mettendo attorno allo stesso
tavolo idee, competenze, sensibilità ed esperienze diverse. È motivo di
orgoglio che un’esperienza nata in Puglia sia oggi riconosciuta come un
punto di riferimento nazionale e internazionale. Significa che investire
nella cultura significa investire nella qualità della nostra democrazia.
Perché il futuro non appartiene a chi semplifica la realtà per raccogliere
consenso, ma a chi ha il coraggio di comprenderla per cambiarla”.

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