abbraccio di una figlia che cerca consolazione per un padre perduto.
Una targa con un nome posta accanto alla porta di ingresso della sala stampa della questura di Andria.
È il nome di Fulvio Schinzari, primo dirigente della polizia di Stato, una delle 23 vittime del disastro ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016 sul tratto a binario unico tra Andria e Corato. La cerimonia di intitolazione questa mattina per ricordarlo e non dimenticare che, quell’evento tragico lo ha portato via dalle sue famiglie: quella composta dalle due figlie e dalla moglie, e quella della Polizia. “Caro Fulvio”, è iniziata così la lettera firmata e letta dal questore di Andria, Alfredo Fabbrocini.
“Il tuo nome non sarà mai dimenticato, il tuo valore non sarà mai offuscato, la tua famiglia sarà sempre la mia, la nostra. E questo luogo testimonierà il tuo eroismo quotidiano”, ha detto.
La voce rotta dalle lacrime di una delle due figlie del primo dirigente, Angela che indossa la stessa divisa del padre, l’abbraccio con la madre e una delle canzoni composte e cantata da lui, ‘Mal d’Asia’, hanno accompagnato la cerimonia. “Fulvio è stato per noi un esempio quotidiano, era una persona dai gesti semplici, moderati e composti dando esempio a tanti di noi, di come si può svolgere il proprio lavoro senza enfasi ma con passione”, ha aggiunto il questore. “Mio padre al di là della polizia che inevitabilmente ha fatto parte della sua vita e per cui comunque lui si è prodigato, è stato un uomo che amava vivere, viaggiare, amava la lettura, la musica”, le parole pronunciate da Angela che aveva 17 anni quando suo papà è morto e che ora è viceispettore di polizia. “Mi auguro di poter essere anche solo un pezzettino di quello che lui era – ha aggiunto – e questo mi rende una figlia orgogliosa e fiera”.
Anche la famiglia ha voluto fare un dono alla Polizia: un quadro in cui il primo dirigente cammina stringendo le mani ai suoi amori più grandi: le figlie, la chitarra e una racchetta da tennis.
