“Con la loro morte, di certo è morta la fiducia, che dobbiamo faticosamente riconquistare; è morta la sicurezza che ogni comunità deve ai suoi figli, proteggendoli uno ad uno. Ma non deve più morire. Mai più. Spetta a noi, in primo luogo a noi istituzioni”. Così la sindaca di Andria Giovanna Bruno, intervenendo alla cerimonia per la commemorazione delle 23 vittime della strage del 12 luglio 2016 quando si scontrarono due treni sulla linea a binario unico tra Andria Corato che si sta tenendo in piazza Bersaglieri vicino alla stazione alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella. Tra poco sarà scoperta una scultura in onore delle vittime. E poi tre lastre che verranno collocate nelle tre stazioni di Andria.
“Famigliari tutti e voi, sopravvissuti – ha aggiunto – concedeteci di non sbagliare ancora, di non fallire oltre. Consentiteci di non lasciarvi soli, non oggi, non domani, non più. Il nome dei vostri cari, così come le vostre ferite, hanno cucito una Regione intera, uniscono il Paese e la vostra rabbia o quanto di essa rimane o quanta ancora ne deve venire intimamente fuori, questa rabbia che è amore ferito, si fa memoria. Non vi chiedo di metterla da parte, l’amarezza.
Vi chiedo di offrirla a tutti e a ciascuno, per raccoglierla con delicatezza, dandole sembianze di madre. Una madre che soffre e geme, ma che genera, alimenta vita e crea speranza. Dateci di fare, insieme a voi, con discrezione e compostezza, la nostra piccola parte, stimolando umana consapevolezza. Per un passato che di certo non possiamo riscrivere e cambiare, ma per un futuro che sicuramente non può permettersi di tradire, dimenticando. Così, la Comunità si fa memoria. Ad imperituro ricordo dei feriti e delle vittime dell’incidente ferroviario del 12 luglio 2016. Sentinelle del nostro agire. Custodi di eternità”.
