«Il nuovo piano “Puglia Moltiplica” presentato dalla Regione è davvero la svolta economica che ci viene raccontata, o rischia di trasformarsi in uno specchietto per le allodole per il nostro tessuto produttivo? I numeri annunciati (360 milioni per attivarne quasi 3 miliardi) fanno rumore, ma la realtà che vivono i nostri imprenditori è ben diversa. Dopo la sospensione dei vecchi bandi, la svolta impressa dalla giunta regionale rischia di essere un “pannicello caldo” che non risponde alle reali necessità di chi produce. Ecco perché questa strategia preoccupa: Addio al fondo perduto: La transizione dai vecchi incentivi diretti verso strumenti finanziari complessi (come Minibond e Venture Debt) scarica tutto il rischio d’impresa sui bilanci aziendali. Rischio sovraindebitamento: Con tassi d’interesse bancari ancora elevati, spingere le nostre PMI verso il mercato dei capitali e del debito strutturato significa appesantirle di scadenze e passività, non liberarne il potenziale. Distanza dalle microimprese: Il nostro tessuto economico è fatto di piccoli artigiani, commercianti e imprese familiari. Strumenti così sofisticati ignorano la natura reale della nostra economia locale. L’autonomia finanziaria e la crescita dimensionale sono obiettivi condivisibili, ma non si possono imporre dall’alto azzerando i sostegni strutturali, specialmente in una fase economica così delicata. Le imprese pugliesi non chiedono assistenzialismo, ma strumenti accessibili e tutele, non formule che rischiano solo di indebitare chi crea lavoro. Giusto spingere sull’innovazione finanziaria, ma senza dimenticare chi tiene in piedi l’economia reale del nostro territorio ogni giorno». Lo scrive in una nota l’ex consigliere regionale Francesco la Notte.
