Industria: Cgil Puglia, ‘su chimica di base mancata garanzia occupazionale, ministro ci convochi’

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“La Cgil contesta la chiusura degli impianti di chimica di base qui in Puglia e a Brindisi e la mancata garanzia occupazionale, ovviamente nella fase di transizione”. Lo afferma Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia dopo l’incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a Brindisi, a margine della posa della prima pietra della gigafactory di Eni Storage Systems, società di Eni Industrial Evolution e Fib (gruppo Seri Industrial). Si tratta del cantiere per la costruzione del nuovo polo italiano ed europeo integrato per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato, destinate prevalentemente ai sistemi di accumulo che supportano la diffusione delle energie rinnovabili e la stabilità delle reti elettriche. L’area individuata è quello dello stabilimento industriale Versalis, un tempo adibita allo stoccaggio dei polimeri e ad altre attività industriali da tempo dismesse.

“Abbiamo chiesto un’altra volta ancora al ministro – aggiunge Bucci – di essere convocati al tavolo di monitoraggio del giorno 8. La risposta è stata ancora una volta negativa perchè la Filctem Cgil non ha firmato il protocollo di quel tavolo di monitoraggio. Noi consideriamo incostituzionale la posizione del governo e chiediamo una corretta rappresentanza a quel tavolo di monitoraggio. Inoltre abbiamo bisogno di avere garanzie occupazionali su tutti i fronti qui in Puglia sulle tante vertenze – spiega – da Natuzzi a ex Ilva all’automotive, su tutte le grandi e piccole vertenze che riguardano lavoratori e lavoratrici diretti e lavoratori degli appalti, quindi indiretti. La crisi industriale sta mordendo questo territorio, non ci sono garanzie occupazionali non c’è alcuna garanzia per il futuro e le risposte del ministro oggi in questo incontro seppure fugaci – conclude Bucci – sono state del tutto insoddisfacenti”.

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