Formazione e lavoro, rischio paralisi in Puglia

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FORMA PUGLIA e CENFOP PUGLIA – le associazioni regionali di espressione nazionale
maggiormente rappresentative degli Enti di formazione, firmatarie del CCNL e CCRL di categoria –
lanciano l’allarme sullo “stop” in atto di tutte le politiche attive del lavoro destinate ai giovani pugliesi
e alle fasce deboli. La crisi che il settore sta attraversando non è un evento imprevedibile, ma la
diretta conseguenza di una persistente e profonda assenza di concreta condivisione strategica ed
operativa da parte dell’Assessorato e degli uffici regionali.
Nello specifico, le scriventi associazioni contestano con forza precise scelte metodologiche e di
merito che stanno bloccando il comparto: l’imminente blocco delle Politiche Attive, il passaggio a
GOL e la gestione dei fondi. La gravità della situazione è evidente nell’assenza di continuità per i
servizi dedicati ai cittadini. Dal 30 giugno sono cessati definitivamente tutti i programmi legati alle
politiche attive del lavoro nella Regione Puglia. Il ricorso a vecchi fondi del ciclo POC 14-20, invece di
finanziare una visione di lungo periodo, evidenzia una profonda carenza di programmazione
temporale. In questo scenario, le associazioni auspicano l’immediata e piena attivazione del
programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori), chiedendo contestualmente la definitiva
chiusura dell’esperienza di Garanzia Giovani, uno strumento ormai superato e non più rispondente
alle attuali dinamiche del mercato. Senza questa svolta e senza l’avvio immediato delle nuove linee
di intervento, il sistema si fermerà completamente, lasciando i disoccupati e i lavoratori pugliesi privi
di qualsiasi misura di supporto proprio nel momento di maggiore necessità.
La mancata condivisione del Documento Programmatico – L’elemento più grave è il totale silenzio
istituzionale seguito al documento di sintesi e proposte che FORMA e CENFOP hanno consegnato
ufficialmente all’Assessore Regionale, Prof. E. Di Sciascio, in occasione dell’incontro dello scorso 18
maggio 2026. Un documento programmatico che conteneva le risposte concrete e immediate per
evitare lo stallo, rimasto a oggi privo di riscontro. Nel documento consegnato all’Assessore avevamo
indicato con precisione cronologica e tecnica le priorità per salvare l’anno formativo e programmare
il futuro dei nostri ragazzi: l’attivazione immediata del terzo sportello dell’Avviso IeFP in Sistema
Duale e Apprendistato, utilizzando le risorse ministeriali ex Mezzani. Un ritardo inaccettabile, specie
se si considera che moltissime famiglie pugliesi hanno già manifestato l’adesione alla terza edizione
(anno formativo 2026-2027) per i propri figli, affidando i loro ragazzi all’impianto del suddetto Avviso.

La pubblicazione urgente delle graduatorie AdG per le Qualifiche Professionali, ferme da Aprile 2024.
L’allineamento nazionale della nuova programmazione IeFP (2027-2028) alla filiera “4+2”, per
agganciare la Puglia al sistema degli ITS e garantire continuità formativa.
La certezza sui tempi e sulle risorse – Dalla riapertura dell’Avviso 3 e riprogrammazione dell’Avviso
2 GOL, alla programmazione dei nuovi percorsi IFTS Duale, fino alla trasparenza sulla gestione del
residuo dei fondi POR e POC e sulla definizione della nuova programmazione. Il paradosso
occupazionale: obiettivi ambiziosi, risorse bloccate e ritardi programmatici. Proprio in merito alle
prospettive future, FORMA PUGLIA e CENFOP PUGLIA ritengono doveroso fare una riflessione di
merito su quanto preannunciato dallo stesso Assessore durante l’incontro del 18 maggio. Ci è stato
giustamente ribadito che il sistema della formazione deve generare occupazione. Condividiamo
pienamente l’obiettivo, ma ci chiediamo: con quali mezzi e con quale coerenza di visione? Ci
troviamo di fronte a un evidente paradosso. Da un lato la Regione chiede di aumentare i tassi di
occupazione e rispondere velocemente alle esigenze del mercato, dall’altro il sistema è paralizzato
dai gravissimi ritardi nell’avvio della nuova programmazione. Assistiamo a uno stallo ingiustificabile
che sta di fatto congelando l’utilizzo di ingenti risorse finanziarie già disponibili, che dovrebbero
essere immediatamente messe a terra a beneficio dei cittadini pugliesi, dei giovani e dei disoccupati.
Mentre la macchina amministrativa si affanna a rincorrere sanatorie contabili su vecchi programmi,
le nuove linee di intervento – le uniche in grado di generare occupazione reale e stabile attraverso
percorsi qualificanti – restano ferme. Il mercato del lavoro chiede competenze specialistiche,
percorsi ordinamentali strutturati e figure qualificate, esattamente ciò che gli enti no-profit del Terzo
Settore offrono attraverso la IeFP, il Sistema Duale e l’apprendistato di primo livello. Non investire
tempestivamente le risorse disponibili nella nuova programmazione significa scollegare la
programmazione pubblica dalla realtà aziendale, lasciando i cittadini privi delle tutele e delle
opportunità formative a cui hanno diritto. Per superare questa crisi e smettere di rincorrere
paradossi burocratici non servono decisioni calate dall’alto. Serve l’immediata istituzione del Tavolo
di lavoro permanente per il confronto pubblico-privato con le rappresentanze datoriali (FORMA e
CENFOP) che abbiamo formalmente proposto il 18 maggio e che la Regione sta continuando a
ignorare. Chiediamo che la Regione Puglia trasformi finalmente i monologhi e le dichiarazioni di
principio in una reale, concreta e bilaterale condivisione.

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