Vito Monaco, una voce libera che mancherà al giornalismo italiano

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Con profondo rammarico ho appreso soltanto in queste ore della scomparsa di Vito Monaco, avvenuta il 22 giugno scorso.

Gli impegni che in questi giorni mi vedono impegnato come commissario agli Esami di Stato presso un liceo di Pescara mi hanno tenuto completamente assorbito, impedendomi di seguire con la dovuta attenzione l’attualità. È stato solo casualmente, durante una breve pausa, che ho appreso questa triste notizia. Mi rincresce profondamente non aver potuto manifestare il mio cordoglio nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa.

Con Vito Monaco il giornalismo italiano perde uno degli ultimi professionisti che aveva scelto di fare una cosa ormai rara: ascoltare il pubblico prima ancora di parlare al pubblico.

Direttore di Canale Italia e volto storico delle trasmissioni Notizie Oggi e Notizie Oggi – Linea Sera, diffuse attraverso il circuito nazionale di Canale Italia e seguite da telespettatori in tutta la penisola, Vito Monaco ha rappresentato per molti anni uno dei rarissimi spazi televisivi realmente aperti al confronto e al pluralismo delle idee.

Quasi ogni mattina accompagnava migliaia di italiani con Notizie Oggi, dialogando direttamente con il pubblico attraverso telefonate in diretta e messaggi WhatsApp, trasformando l’informazione in un autentico momento di confronto tra giornalista e cittadini.

Il venerdì sera, con Notizie Oggi – Linea Sera, proseguiva questo dialogo leggendo in diretta i numerosissimi messaggi inviati dai telespettatori, mantenendo vivo quel rapporto umano e diretto con il suo pubblico che ha sempre rappresentato uno dei tratti distintivi del suo modo di fare televisione.

In un panorama mediatico spesso caratterizzato dalla presenza ricorrente degli stessi opinionisti e delle medesime impostazioni culturali, Vito Monaco aveva scelto una strada diversa: dare spazio anche a chi proponeva letture alternative della realtà, senza pregiudizi, senza censure e con il solo obiettivo di favorire il confronto delle idee.

In un’epoca nella quale molti programmi televisivi selezionano accuratamente gli ospiti e limitano il contraddittorio, Vito Monaco aveva invece scelto di ascoltare direttamente il pubblico. Le telefonate del mattino e i messaggi letti in diretta il venerdì sera non erano un semplice espediente televisivo, ma il segno concreto della volontà di mantenere aperto un dialogo costante con il Paese reale.

Anch’io ho avuto l’onore di essere più volte ospite delle sue trasmissioni e ho sempre trovato in lui un professionista corretto, curioso, preparato e rispettoso delle opinioni altrui. Mai una domanda costruita per mettere in difficoltà l’ospite, mai la ricerca dello scontro fine a sé stesso, ma sempre il desiderio sincero di comprendere e di far comprendere. Qualità che, nel giornalismo contemporaneo, stanno purtroppo diventando sempre più rare.

Alla sua famiglia, ai suoi amici, ai colleghi di Canale Italia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene desidero esprimere le mie più sentite condoglianze.

Ma credo che il cordoglio debba estendersi anche ai tantissimi telespettatori che, ogni mattina e ogni venerdì sera, trovavano in Vito Monaco un interlocutore capace di ascoltare, confrontarsi e offrire uno spazio di informazione realmente partecipato.

Mi auguro sinceramente che Canale Italia voglia proseguire quell’esperienza editoriale, preservando uno spazio televisivo che Vito Monaco aveva saputo costruire con passione, professionalità e libertà di pensiero.

Oggi non perde soltanto la sua famiglia, non perdono soltanto i suoi colleghi: perde una parte del giornalismo italiano e perdono i tanti cittadini che in lui avevano trovato una voce libera, competente e un autentico punto di riferimento.

Ciao Vito.

Lorenzo Valloreja
Saggista e analista politico

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