12 giugno sciopero della cultura: basta con la retorica della bellezza pugliese, diritti per chi lavora nella cultura

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Venerdì 12 giugno avrà luogo in tutta Italia lo sciopero generale della cultura, il primo in questa forma e il primo nazionale per musei e biblioteche dopo 50 anni. Grazie alle proclamazioni dei sindacati FP CGIL, Nidil CGIL, CUB, ADL COBAS, COBAS lavoro privato, CLAP e USI CT&S i lavoratori e le lavoratrici del settore potranno scioperare tutti insieme per la prima volta nella storia del paese: personale dei musei, biblioteche, archivi, teatri, ma anche lavoratori e lavoratrici autonome dell’editoria, spettacolo e della produzione artistica e culturale. 

“La necessità di uno sciopero ampio e condiviso nasce dall’urgenza di riconoscere la trasversalità delle problematiche che affliggono tutto il settore dei beni culturali. Lo sciopero è infatti chiamato da una piattaforma condivisa di associazioni e collettivi uniti nel desiderio di un profondo cambiamento. Scioperiamo per condizioni lavorative dignitose per tutte e tutti, scioperiamo perché la logica del profitto non deve prevalere e la cultura non può essere trasformata in semplice merce di scambio” dichiara Rosanna Carrieri, attivista di Mi Riconosci. 

In Puglia ci saranno iniziative a Bari, a Taranto e a Lecce. 

A Bari si terrà un presidio presso la Cittadella della Cultura in Via Pietro Oreste 45 dalle ore 10.00, organizzato da Mi Riconosci?, FP CGIL Puglia e Nidil CGIL Puglia. 

La giornata di mobilitazione proseguirà a Lecce, dove ci sarà sciÒpera-assemblea rigenerativa, uno spazio di confronto per lavoratrici e lavoratori, organizzato da un’ampia rete territoriale, dalle ore 13.00 in poi presso la Sala Galante, ex Convitto Palmieri, Piazzetta Carducci. 

Si concluderà con un presidio a Taranto, alle ore 17.30, in Piazza Garibaldi (Gazebo centrale), organizzato da Mi Riconosci?. 

I tre momenti rappresenteranno delle occasioni di denuncia delle condizioni di lavoro nel settore culturale in Puglia e di messa a fuoco dei problemi che caratterizzano le diverse province con le loro specificità. 

Tutta la cittadinanza pugliese è chiamata a partecipare in sostegno dei lavoratori del settore. 

“Ormai è sotto gli occhi di tutti la forte contraddizione pugliese: la narrazione della nostra regione come eccellenza turistica collide con le condizioni lavorative nei settori culturali e turistici, contraddistinte da sottorganico strutturale, paghe misere, forte ricattabilità, incertezze nei rinnovi – dichiarano le attiviste di Mi Riconosci – Chi lavora nel settore, senza differenze, protesta insieme per chiedere alle istituzioni di smettere di parlare di bellezza, orgoglio, eccellenze culturali: non c’è eccellenza se i lavoratori faticano ad arrivare alla fine del mese o sono costretti a cambiare settore per mangiare”. 

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