Si è tenuta ieri 25 settembre a Barletta l’incontro istituzionale promosso dall’ARCA PC sulla costituenda ARCA Sveva Ofantina istituita con la riforma delle L.R. n.22/2014.
In prima istanza, dopo il sopralluogo presso i locali di proprietà del Comune di Barletta dove sarà insediato il nuovo Ente, sembrava una giornata di festa e di sintesi del percorso amministrativo teso all’inizio dell’attività del nuovo Ente. Invece….
Durante il successivo incontro tenutosi presso il Comune di Barletta sono emerse molte contradizioni e problematiche che hanno fatto comprendere a tutti i presenti, tra cui i sindaci della BAT e i sindacati che il percorso ha molte difficoltà.
Doveva entrare in funzione il primo gennaio 2026 e ad oggi non è stata ancora firmata la convenzione per la cessione dei locali tra l’ARCA e il Comune di Barletta, nonché non sono stati avviati i lavori per l’adeguamento della sede e, non sappiamo se vi sono le risorse per questi lavori.
Forte la polemica tra il Sindaco di Barletta Cannito e l’AU dell’ARCA De Nicolo proprio sui tempi di sottoscrizione della convenzione, se sarà a titolo oneroso o meno e l’inizio dei lavori, nel mentre l’AU De Nicolo ha “donato” ai sindaci presenti la bozza di convenzione per l’apertura delle sedi comunali dell’ARCA con l’apporto dei dipendenti comunali (sic!)
Il Sindaco di Trinitapoli addirittura ha manifestato ad alta voce che “si trova bene con l’ARCA di Foggia”, mentre il sindaco di Spinazzola ha protestato perché non ha compreso con chiarezza quale sarà il percorso di questo nuovo Ente, da quello che si è capito durante il suo vigoroso intervento.
Dubbi, perplessità e preoccupazione sono avanzate dal SUNIA (sindacato inquilini) rappresentato da Angelo Garofoli segretario provinciale sulla sostenibilità economica di un nuovo Ente pubblico come l’ARCA Sveva Ofantina.
Subito dopo l’approvazione della riforma della L.R. n.22/2014 i sindacati confederali CGIL CISL UIL e degli inquilini SUNIA SICET e UNIAT avevano chiesto una relazione di tenuta economica delle ARCA Pugliesi, proponendo quale miglior esempio di “economica d scala” l’Ente unico regionale con le sue sedi territoriali, BAT inclusa.
Il timore è che l’aumento della spesa pubblica con la nascita del nuovo Ente unitamente all’ARCA Puglia da non confondersi con l’ARCA Puglia Centrale e del nuovo organigramma non sia economicamente sostenibile e si teme un aumento dei canoni di locazione.
Il SUNIA ha ribadito che i Comuni devono modificare il loro regolamento tributario esentando dal pagamento IMU le ARCA – tale richiesta è stata contestata dal Sindaco di San Ferdinando, e chiede pubblicamente alla nuova giunta regionale un incontro per discutere in maniera appropriata sulla fattibilità economica della riforma insistendo sull’Ente unico, vera economia di scala.
