Fiera della Festa Patronale ad Andria: quale accoglienza per gli ambulanti di diversa nazionalità?

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Ci aspettavamo una convocazione per organizzare e coordinare i servizi di accoglienza in occasione della Festa Patronale ad Andria. Purtroppo quella convocazione non c’è mai stata ed il risultato è stato disastroso. Persino i minimi servizi di normale e dignitosa permanenza degli operatori commerciali, soprattutto di diversa nazionalità, sono stati compromessi. Non solo informazione pari a zero ma un’evidente carenza se non completa assenza di quei servizi che danno dignità alla persona. Il risultato è stato che per effettuare i propri bisogni fisiologici gli operatori si sono recati addirittura presso l’Ospedale civile di Andria, peraltro già oggetto di moltissime critiche sul suo funzionamento ordinario. Non solo l’uso dei bagni dell’ospedale ma anche quello dei pubblici esercenti che, anche nell’area luna park, si sono visti assalire da avventori in cerca di espletare i propri bisogni. Coloro che hanno scelto le vie brevi, avventori della festa patronale, hanno praticamente inondato di pipì il corso principale della città quindi corso Cavour dove si è svolta la festa, facendolo diventare una latrina pubblica con emanazione di cattivi e vomitevoli odori.

“I centri e gli Ostelli dell’accoglienza, come quello allestito ogni anno nella città di Molfetta proprio in occasione della Festa Patronale in onore dei SS. Martiri, sono un punto di riferimento fondamentale. Ci aspettavamo la convocazione per mettere tutti attorno allo stesso tavolo: Amministrazione comunale, Curia, Asl, Polizia Locale, Forze dell’Ordine, Comitato Feste Patronali, Multiservizi ed  Associazioni di Categoria per arrivare ad una soluzione che evitasse quanto accaduto durante la Festa ad Andria e per offrire un alloggio e servizi igienici ai commercianti ambulanti che hanno animato la Festa, garantendo loro condizioni dignitose in questi giorni di lavoro” – sottolinea il sindacalista Savino Montaruli che aggiunge: “il risultato di questa assoluta e gravissima mancanza di concertazione e di coordinamento ha altresì determinato una conseguenza disastrosa per un barista andriese di corso Cavour il quale, per fare del bene, ha subito danni per alcune centinaia di euro in quanto alcuni soggetti hanno utilizzato in modo improprio in bagno il bagno del bar per usi igienici e per lavarsi, mandando in pezzi i servizi igienici, allagandolo.

Queste le dichiarazioni del barista che ha subito il danno: “al contrario di qualcun altro non abbiamo mai mandato indietro nessuno, mettendo anche a disposizione tutto il necessario per la corretta igiene personale. Il danno subito è stata anche la conseguenza di quanto giustamente denunciato dalle Associazioni di Categoria riguardo i servizi pubblici. Pago questo danno economico, che mi ha anche costretto a non poter utilizzare successivamente il bagno distrutto, per il sol fatto di essere stato buono e disponibile sopperendo a compiti che avrebbero dovuto essere in capo all’Amministrazione comunale, come riferito personalmente anche alla Sindaca di Andria, Giovanna Bruno che si è scusata. Le scuse non bastano”

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