Quello che si temeva è accaduto e sta accadendo: l’aumento continuo del prezzo del gasolio ha portato la categoria degli ambulanti all’esasperazione e non c’è più la forza di sostenere l’aumento di questi costi.
Al fine di far sentire fortissima la propria voce per le strade della città di Andria, gli Ambulanti scendono in strada con i propri furgoni.
Ad organizzare la mobilitazione, anche questa volta dopo essere stata protagonista a livello nazionale contro la Direttiva Bolkestein ma anche quale referente istituzionale con il Governo nel momento in cui la Categoria degli Ambulanti ha lottato per manifestare le difficoltà degli ultimi anni, l’Associazione di Rappresentanza CasAmbulanti.
A comunicare l’iniziativa è il Presidente dell’Associazione, Savino Montaruli, che dichiara: “il giorno della conferenza stampa, mercoledì 16 settembre 2026 in Fiera del Levante a Bari, mi sono intrattenuto con il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, preannunciandogli lo stato di agitazione e la manifestazione di Andria. Il Governatore ha condiviso la nostra preoccupazione per il continuo aumento del costo dei carburanti affermando di essere disponibile a sostenere proposte ed interventi provenienti dalla Categoria. Ricordo che è stato istituito un tavolo di lavoro permanente presso l’assessorato della Regione al quale stiamo partecipando ed anche in quel contesto stiamo mettendo al centro dell’attenzione anche questa problematica, oltre che la revisione ed aggiornamento della legge regionale vigente alle nuove disposizioni governative. Nelle prossime ore concorderò con la Questura le modalità di svolgimento della manifestazione con corteo di furgoni che si snoderanno lungo la tangenziale di Andria per concludersi con un momento di riflessione e di confronto per preparare le iniziative da tenersi direttamente a Roma. A tal proposito abbiamo già sollecitato il Governo affinché quella degli Ambulanti possa rientrare tra le categorie che usufruiscono degli sconti sul carburante, come accade ed accadrà per altre categorie che usano i loro automezzi per lavoro” – conclude Montaruli.
