Dimensionamento Scolastico a Trani: Analisi dei Documenti, Criticità e la Battaglia del Sindacato ANIEF

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Negli ultimi giorni si è acceso un forte dibattito attorno alla proposta del Comune di Trani riguardante la riorganizzazione della rete scolastica per l’anno scolastico 2027/2028. Al centro delle contestazioni c’è lo scorporo del Plesso “Giustina Rocca” dall’I.C. “Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio” per essere accorpato al 1° Circolo Didattico “De Amicis”. 

Tre documenti ufficiali restituiscono un quadro dettagliato della vicenda, evidenziandone gli aspetti di illegittimità, gli impatti didattici e la ricchezza formativa messa a rischio. 

1. La Delibera del Consiglio di Istituto (n. 89/2026)

Con la Delibera n. 89 del 10 settembre 2026, il Consiglio di Istituto dell’I.C. “Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio” ha espresso all’unanimità parere contrario e motivato alla proposta comunale. Tra i punti di contestazione principali: 

 Violazione del tetto massimo dei 1.200 iscritti: Le Linee di indirizzo della Regione Puglia (DGR n. 1108 del 04/08/2026) fissano il limite di 1.200 alunni per il primo ciclo. L’accorpamento del Plesso “Rocca” (287 alunni) alla scuola “De Amicis” (attualmente a 982 alunni) la porterebbe a 1.269 iscritti, creando una sovrastruttura con gravi criticità gestionali. 

 Mancato rispetto della stabilità temporale: L’I.C. “Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio” è nato solo il 1° settembre 2024 a seguito del precedente piano di dimensionamento. Smembrarlo a due soli anni dalla sua creazione mina la stabilità e la continuità del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). 

2. La Memoria Tecnico-Politica e Motivata Osservazione

Indirizzata a tutte le forze politiche e amministrative locali e regionali, questa memoria mette in luce le incoerenze gestionali e normative della manovra proposta: 

 Assenza di criticità dimensionali: L’I.C. “Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio” conta 1.170 alunni ed è un’istituzione solida e perfettamente bilanciata, lontana sia dalle soglie di sofferenza (<400 alunni) che da quelle di sovradimensionamento (>1.400 alunni). 

 Compromissione dell’Indirizzo Musicale (D.M. 176/2022): I corsi musicali non sono strutturati in “classi isolate”, ma vedono gli alunni distribuiti tra i vari plessi (“Rocca” e “Bovio”). Lo scorporo del plesso “Rocca” spezzerebbe l’organico e l’unitarietà della gestione, portando alla perdita della continuità didattica per gli studenti. 

3. La Memoria Tecnica Descrittiva Integrale e Analitica

Questo documento evidenzia l’eccellenza pedagogica e l’impatto nazionale dell’istituto nel biennio 2024-2026, patrimonio che rischia di essere frammentato: 

 Polo Nazionale per la Transizione Digitale (PNRR M4): Riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), l’istituto ha erogato decine di corsi accreditati su Scuola Futura (IA, Robotica, Modellazione 3D) e organizzato il Campus Innovazione a Bisceglie. 

 Progetti Erasmus+ e Internazionalizzazione: Attivazione di flussi di mobilità verso 14 Paesi europei con finanziamenti dedicati e oltre 160 alunni coinvolti in scambi internazionali. 

 Certificazioni e Classi Digitali: Percorsi Cambridge English, accreditamento Trinity College per la musica e classi digitali con iPad 1:1 in comodato d’uso. 

La posizione dell’ANIEF e le parole di Cesare Antifora

Di fronte a queste manovre, si ribadisce con forza la posizione che il sindacato ANIEF sostiene da sempre: ANIEF è nettamente ed incondizionatamente contraria a qualsiasi ipotesi di dimensionamento scolastico.

Come sottolineato dal dirigente e segretario provinciale Bari-BAT dell’ANIEF, Cesare Antifora, le politiche di dimensionamento rappresentano esclusivamente una strategia politica e ragionieristica finalizzata a fare cassa e a tagliare posti di lavoro tra il personale docente e ATA. Questo approccio economico e meramente numerico svilisce il ruolo fondamentale della scuola e comporta conseguenze devastanti per la comunità educante:

1. Perdita di qualità dell’offerta formativa per gli alunni: Aggregare plessi e creare “mega-istituti” sovradimensionati aumenta il carico gestionale e burocratico, riducendo l’attenzione ai bisogni educativi individuali e all’inclusione.

2. Precarizzazione e taglio degli organici del personale: La riorganizzazione dei contesti scolastici comporta inevitabilmente una contrazione dei posti per il personale docente ed ATA, privando la comunità scolastica di preziose risorse operative e di presidi fondamentali per la continuità educativa.

3. Danno alla continuità pedagogica: Come dimostra il caso di Trani, rimescolare periodicamente i plessi distrugge progetti storici, indirizzi qualificanti (come quello musicale) e reti territoriali costruite con anni di lavoro. 

ANIEF, con in testa Cesare Antifora, continuerà a richiedere il blocco totale dei tagli alla rete scolastica sul territorio BARI-BAT e a livello nazionale, sostenendo con fermezza che la scuola pubblica debba essere oggetto di investimenti strutturali e non di mere operazioni contabili sulla pelle di lavoratori e studenti.