«Il fine vita è un diritto che non può attendere i tempi della politica. È ora che anche la Puglia faccia un passo avanti, seguendo l’esempio di civiltà del Veneto. Ad oggi, grazie alla storica sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale, l’accesso al suicidio medicalmente assistito è un diritto riconosciuto in tutta Italia. In Puglia, la Giunta regionale ha fatto un primo passo importante nel 2023 individuando nel Comitato Etico del Policlinico di Bari l’organo competente per valutare le richieste. Ma una delibera amministrativa non basta. Manca ancora una legge regionale chiara che stabilisca tempi certi, percorsi uniformi all’interno delle ASL e che metta al riparo i pazienti e le loro famiglie da una dolorosa “lotta contro il tempo” e contro la burocrazia nei momenti di massima sofferenza. Regioni come il Veneto hanno già dimostrato che le amministrazioni locali hanno non solo la facoltà, ma il dovere etico di calendarizzare il dibattito, discutere i progetti di legge e dare risposte concrete ai propri cittadini. Garantire dignità nella fase finale della vita, nel pieno rispetto della volontà della persona e dei quattro requisiti di non punibilità stabiliti dalla Consulta, è una battaglia di civiltà che supera gli schieramenti politici. La proposta di legge è già stata depositata in Consiglio Regionale: è il momento di discuterla e approvarla. I cittadini pugliesi che soffrono non possono più aspettare».
E’ quanto si legge in una nota a firma dell’ex consigliere regionale Francesco La Notte.
