Io non so chi tu sia: Ma il cuore sa!

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Riflettevo su alcune frasi che molto frequentemente capitano sul web, postate anche banalmente in attesa di qualche like, frasi dietro le quali ci sarebbe molto da pensare, studiare, ragionare, meditare perché alcune contengono misteri affascinanti e ancora inviolati.
La frase da cui ho preso spunto è tratta da un libro di Brian Weiss.
Il Dr. Weiss è uno psichiatra statunitense, nato a New York il 6 novembre 1944, laureato con lode alla Columbia University e a Yale, in dote ha un curriculum invidiabile, infatti ha diretto per anni la Facoltà di Psichiatria del Mont Sinai Medical Center di Miami in Florida, ed è stato anche “didatta residente” alla Yale University presso la facoltà di Pschiatria. 
Nel settore della salute mentale, la figura del “didatta residente” è fondamentale, in quanto è uno psicoterapeuta o uno psicoanalista senior che ha il compito di formare e sottoporre a supervisione i futuri psicoterapeuti.
Brian Weiss è uno psichiatra che utilizza la tecnica dell’ipnosi regressiva e la psicoterapia spirituale, per cercare di guarire i suoi pazienti da malesseri psicofisici, e propro i suoi incontri professionali con alcuni pazienti in particolare, hanno fatto mutare i suoi interessi e cambiare tutto il percorso personale e di carriera dell’autore.
E stato grazie ai ricordi, di vite precedenti, molto particolareggiati che hanno elaborato alcuni pazienti durante le sedute – sia pure nello stato di trance ipnotica in cui lo psichiatra li aveva fatto scendere – che Weiss ha approfondito il campo, includendo nei suoi studi aree pseudoscientifiche quali: – la reincarnazione,- la progressione a vite future,- la sopravvivenza dell’anima dopo la morte.
Sono questi incontri “fatidici“, svolti con la terapia di regressione ipnotica, che portano i pazienti a ricordare episodi traumatici dell’infanzia o di altri periodi della loro vita, e non solo ma, anche episodi di vite passate, che hanno provocato in loro problemi, e prodotto traumi, che hanno condotto Weiss, col tempo, ha imparare a credere che le anime dopo la morte del corpo fisico si reincarnino in altri corpi fisici, in una specie di moto perpetuo.
Weiss narra questa sua esperienza di come sia entrato seppure “incidentalmente” in contatto con la reincarnazione, durante le sue sedute – grazie ai rivissuti di una sua paziente – nel suo primo libro “Molte vite, molti maestri”.
Ma il lavoro, gli studi e le esperienze di Weiss non si sono fermati al tema già affascinante, coinvolgente, conflittuale e infinito come quello della reincarnazione, affrontando successivamente anche il tema delle “anime gemelle”. 
Le cosiddette anime gemelle, sono persone che condividono un’affinità spirituale, emotiva e mentale talmente profonda da sembrare un legame predestinato, secondo lo psichiatra, sono capaci di incontrarsi e di riconoscersi, nel corso dei secoli, per cui non siamo mai soli perché le persone destinate a noi – e per ciascuno di noi ce ne sono riservate più di una in questa vita – ci ritrovano anche oltre i confini del tempo.
Il riconoscimento dell’anima è tendenzialmente istantaneo, alcuni sono capaci di farlo immediatamente, grazie ad una forte sensazione di famigliarità, sicurezza e fiducia, e grazie ad una provvidenziale sincronicità, come anche può essere un processo sottile e più lento. 
Ovviamente, può avvenire anche quando uno o entrambi sono già impegnati, o ancora quando l’anima gemella potrebbe essere desiderosa e disponibile, ma non ancora abbastanza evoluta e quindi pronta; perché non tutti possiamo essere maturi per accogliere subito questa rivelazione e cambiamento stravolgente. 
La naturale progressione va rispettata, ci si può anche non riconoscere, anche se in effetti ci si conosce e bene, in ogni caso si percepirà il legame che esiste, la carica potenziale che deriva dal fatto che finalmente ci si è incontrati di nuovo. 
A bloccare ci possono essere paure, bagagli intellettuali diversi, problemi, quando invece due persone si riconoscono reciprocamente, si sprigiona un vulcano di emozioni e passioni, e l’energia liberata è enorme.
Al riconoscimento dell’anima gemella si avverte un’improvvisa sensazione, di conoscere già questa persona appena incontrata, e questo ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole, di conoscerla così profondamente, come di solito accade con i più intimi membri della famiglia o anche di più.  
Nasce quindi un senso di sicurezza, e una fiducia ben più grande di quella che si potrebbe pensare di raggiungere in un tempo anche sicuramente molto più lungo: settimane, mesi, anni.
Weiss nel suo libro più famoso, e discusso pubblicato nel 2013 “Only Love is Real“, in Italia da Mondadori, “Molte vite, un solo amore”, ci spiega che le coincidenze nelle vicende amorose spesso non sono tali, e che l’amore a prima vista sarebbe un riconoscimento tra anime, l’eterno incontro delle “anime gemelle”. 
A farci capire che ci troviamo di fronte ad un nostro compagno d’anima può essere e bastare anche solo uno sguardo, un sogno, un ricordo, un sentimento.  L’incontro delle anime gemelle è dettato dal destino, Weiss è certo che le incontreremo ma, cosa decidiamo di fare dopo quell’incontro rientra nell’ambito della nostra scelta e del libero arbitrio personale e individuale, perché ci si può trovare anche in classi, ceti o strati sociali diversi, o ci possono essere delle scuse razionali, utilizzate anche come alibi, proprio per non stare, vicino , accanto, insieme nel tempo presente.
Sempre, sulla base della sua esperienza professionale, per lo psichiatra, la vita non si conclude definitivamente dopo la morte, noi e le nostre anime gemelle ritorniamo su questa terra reincarnandosi in altri corpi fisici, per cui c’è e ci sarà, comunque, la possibilità di tutta la vita eterna da passare assieme.
Cosa ci comunica Weiss: le anime gemelle, sono quelle persone che si sentono legate per sempre dall’amore e che di continuo si ritrovano insieme perché destinati a reincontrarsi, una vita dopo l’altra, durante le nostre molteplici vite, anime gemelle collegate a noi da un amore indissolubile, che supera, quindi, anche la morte.
Anzi, i momenti più importanti e commoventi della nostra vita, sono proprio quelli in cui cerchiamo di individuare le nostre anime gemelle e quindi, di fare scelte che possono trasformare la nostra vita.
Una scelta sbagliata o un’occasione mancata possono condurre a una solitudine e a una sofferenza indicibili, al contrario una scelta giusta o un’opportunità realizzata possono portare invece a una gioia e a una felicità profonde.
Riporto testualmente la frase di Weiss che mi ha portato a questa ricerca e riflessione:
“A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. 
A volte ve ne vengono riservate due o tre, o anche quattro. 
Possono appartenere a generazioni diverse. 
Per ricongiungersi con voi viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali.Vengono dall’altrove, dal cielo.
Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. 
Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d’Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. 
Avete cavalcato insieme negli eserciti di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. 
Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.
L’intelletto può intromettersi e dire: ‘Io non so chi tu sia’. 
Ma il cuore sa!”.
Molte vite, un solo amore, parla di anime gemelle, di quell’amore che tutti anche se solo segretamente, in un qualche momento, sogniamo di vivere. 
L’incontro con l’altra metà della mela, quel “qualcuno” fatto su misura per noi, che ci ama senza se né ma, che non ci tradirebbe e abbandonerebbe mai, che ci accompagna, vita dopo vita, e a cui siamo legati a dispetto della morte. 
Affascinante e al tempo stesso controverso, non vi pare?
Nello specifico “Molte vite, un solo amore”, racconta la vera di storia di due pazienti reali del dottor Weiss. I protagonisti di questa opera non si conoscono, ma il dottor Weiss ha ascoltato da entrambi, durante la terapia di regressione, il racconto dello stesso episodio doloroso risalente a centinaia di anni prima. 
Dopo essersi amati in una vita precedente, sembrano destinati a ricongiungersi: e l’amore, che dissolve la rabbia e guarisce l’afflizione, rappresenta per entrambi l’unica possibilità di guarigione.
Apparentemente i due pazienti non avevano nulla in comune: non si conoscevano e non si erano mai visti, anche perché le loro sedute di terapia avvenivano in giorni diversi ma, grazie all’ipnosi regressiva, Weiss scopre una verità, nascosta nel tempo e nello spazio, al di fuori di tutte le teorie fisiche. 
E la possibilità che tutto questo sia vero, può fa sì che la nostra storia, la storia della nostra vita, non abbia ancora la sua fine, d’altronde, nonostante molti parlino o studiano, facciamo tutti parte di un grande disegno misterioso, di cui non conosciamo ancora l’origine. 
Per cui perché non ritenere che la nostra energia, non svanisca con la morte per, in qualche modo, rimettersi in circolo.
Sempre a questo proposito, concludo con una frase molto significativa di Gibran Khalil Gibran, che è stato un poeta, pittore libanese naturalizzato statunitense, di religione cristiana maronita, scomparso nel 1931 a 48 anni:
“Sappi dunque che dal gran silenzio ritornerò. 
Non dimenticare che a te verrò di nuovo…
Un breve momento, un po’ di riposo sul vento, e un’altra donna mi porterà in grembo.” 
Buona riflessione.

Roberto Kudlicka

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