Pannoloni e traverse insufficienti, l’Ambulatorio Popolare scrive ad ASL BAT e Regione Puglia. Matteucci: «Serve un confronto con tutto il Terzo Settore»

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L’Ambulatorio Popolare di Barletta ha trasmesso una formale segnalazione ad ASL BAT, Regione Puglia e agli altri soggetti istituzionali competenti chiedendo di verificare e adeguare i quantitativi mensili di pannoloni, traverse e ausili assorbenti destinati alle persone non autosufficienti.

L’iniziativa nasce dall’esperienza quotidiana dell’associazione, che da tempo distribuisce tali presìdi a persone anziane, allettate, con disabilità e alle rispettive famiglie. Proprio questa attività ha consentito di rilevare una criticità ormai non più episodica: numerosi familiari e caregiver che si rivolgono all’Ambulatorio sono già beneficiari della fornitura del Servizio Sanitario, ma riferiscono che il quantitativo mensile assegnato si esaurisce prima della fine del periodo di riferimento.

«Quando persone che già ricevono la fornitura pubblica vengono da noi perché i pannoloni sono finiti, abbiamo il dovere di considerare quel dato per quello che è: un segnale sociale preciso», dichiara il presidente dell’Ambulatorio Popolare, Cosimo D. Matteucci.

Nella PEC l’associazione sottolinea che non si tratta di beni accessori, ma di presìdi direttamente connessi all’igiene, alla salute e alla dignità della persona non autosufficiente. L’insufficienza delle forniture rischia inoltre di scaricare sulle famiglie il costo dei quantitativi mancanti, creando una disparità sostanziale tra chi può acquistarli autonomamente e chi, non potendolo fare, è costretto a rivolgersi al volontariato.

L’Ambulatorio ha quindi chiesto ad ASL BAT di verificare l’adeguatezza dei quantitativi attualmente riconosciuti, di accertare se siano realmente sufficienti a coprire il fabbisogno mensile e, ove necessario, di incrementare le forniture o consentirne un adeguamento individualizzato in relazione alle condizioni della singola persona assistita. È stata inoltre richiesta chiarezza sui criteri utilizzati per determinare i quantitativi e sulle modalità attraverso le quali interessati, caregiver o medici possano richiederne l’aumento.

Un punto centrale della richiesta riguarda però il rapporto tra istituzioni e realtà sociali del territorio. L’Ambulatorio ha infatti proposto l’istituzione di un momento di confronto con tutte le associazioni del Terzo Settore che operano stabilmente nell’assistenza alle persone non autosufficienti, per monitorare l’adeguatezza delle forniture e far emergere tempestivamente le criticità.

«Non chiediamo di essere gli unici interlocutori, né ci interessa esserlo – precisa Matteucci –. Sul territorio esistono associazioni, volontari e realtà che ogni giorno entrano nelle case, incontrano caregiver e persone fragili e conoscono problemi che spesso non emergono attraverso i soli dati amministrativi. Queste esperienze devono poter parlare con le istituzioni e contribuire alla costruzione delle soluzioni».

La richiesta è stata estesa anche alla Regione Puglia, affinché valuti la problematica sotto il profilo generale dei criteri quantitativi di erogazione degli ausili e dell’eventuale necessità di interventi di indirizzo nei confronti delle Aziende sanitarie.

«Vivendo ogni giorno sul fronte del disagio sociale ed economico, il nostro compito non può esaurirsi nel distribuire quello che riusciamo a raccogliere – conclude Matteucci –. Dobbiamo anche segnalare ciò che non funziona, formulare proposte e chiedere risposte. Il volontariato può integrare la rete pubblica di protezione sociale, ma non può sostituirsi stabilmente al Servizio Sanitario nelle prestazioni che devono essere garantite alle persone».

L’Ambulatorio Popolare ha infine confermato la propria disponibilità a mettere a disposizione di ASL e Regione gli elementi conoscitivi maturati nell’attività quotidiana sul territorio, nella convinzione che il confronto tra istituzioni e Terzo Settore possa contribuire a rendere più effettive le prestazioni assistenziali.

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