Carlo Troya: il Profumo della Verità

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Cari amici, stringiamoci forte la mano e guardiamoci dritti negli occhi, con tutto il calore del cuore e la forza di chi ama profondamente la propria terra. Quando nominiamo il Liceo Classico e Scientifico “Carlo Troya” di Andria — che custodisco come il mio liceo — sentiamo risuonare l’eco di passi leggeri, il fruscio della carta dei libri aperti, la luce viva negli occhi di noi ragazzi che su quei banchi dipingevamo il nostro domani.

​Io conosco il battito di quel luogo, conosco la consistenza di quei muri. E proprio perché quella scuola vive dentro di noi, oggi sentiamo il dovere di guardare la realtà con gli occhi ben aperti, toccando con mano la verità e respirando il clima di una comunità che merita solo eccellenza, pulizia e precisione assoluta.

​Mettiamoci in ascolto di ciò che accade oggi. A un soffio dal suono della prima campanella, l’improvvisa chiusura d’urgenza ci restituisce un’immagine pesante, fatta di tensioni e di punti interrogativi. Ma entriamo dentro quei corridoi, osserviamo i dettagli che i ragazzi e le famiglie ci consegnano con amarezza: aule ricavate a fatica dentro gli spogliatoi della palestra, l’auditorium e la storica biblioteca trasformati in spazi muti e inaccessibili. E scendiamo nei dettagli che toccano la dignità quotidiana: servizi igienici dove le porte faticano a chiudersi, Dignità e Privacy calpestate, sistemi di scarico che mettono a dura prova la pazienza, e la totale assenza di beni essenziali come il sapone e la carta igienica — risorse che le famiglie continuano a sostenere generosamente di tasca propria attraverso contributi volontari, mentre attorno regna il silenzio delle istituzioni.

​Questa non è una semplice emergenza estiva. È il risultato di una gestione che per troppo tempo ha camminato su fondamenta fragili, rincorrendo i problemi anziché prevenirli con la precisione di un orologio svizzero.

Ascoltiamo il suono della verità perché la vera doccia fredda, fatta di disagi quotidiani, di aule improvvisate negli spogliatoi e di promesse svanite nel vento, i nostri ragazzi se la sono presa addosso giorno dopo giorno, goccia dopo goccia, per anni e anni di silenziosa sopportazione.

​E allora, davanti a questo scenario che stringe il cuore e offende il decoro, facciamo una scelta di campo coraggiosa, netta, orientata alla massima protezione dei nostri figli. Se l’alternativa è costringere i ragazzi a vivere la quotidianità scolastica in spazi improvvisati, freddi e privi dei requisiti igienici fondamentali, la casa è il rifugio più pulito, protetto, luminoso e ricco d’amore in cui custodire la loro crescita.

​Accogliamo la Didattica a Distanza come un prezioso, temporaneo scudo di luce, un ponte sicuro dove la mente fiorisce nel calore della famiglia, protetta da ogni disagio materiale, in attesa che le istituzioni restituiscano alla città un edificio scolastico che risplenda di assoluta precisione, sicurezza e bellezza.

​La psicologia ci insegna che il cervello dei nostri giovani ha bisogno di stabilità, di respiro, di armonia sensoriale ed emotiva. Eppure, mentre assistiamo al clamore assordante di polemiche e di scontri sterili sui giornali, c’è un deserto che fa rumore: l’assenza totale di fondi stabili per i presidi di ascolto psicologico all’interno delle scuole. Non ci sono risorse per la salute mentale, per sostenere i docenti provati dal burnout o per accompagnare i ragazzi nei momenti di passaggio. Si spende in chiacchiere, mentre i cassetti della prevenzione rimangono sbarrati.

​Invece di alimentare la divisione o di puntare il dito, apriamo insieme uno spazio di autentico e trasformativo esame di coscienza, lasciando che queste domande risuonino nel profondo di ogni cuore:

1. ​Quando immaginiamo i nostri figli al sicuro nel calore pulito e protetto della nostra casa, quanto ci appare chiaro che la loro dignità e la loro salute valgono infinitamente più di qualsiasi riapertura frettolosa in spazi inadeguati?

2. ​Quanta straordinaria energia positiva possiamo sprigionare nel momento in cui decidiamo di unire tutte le forze civiche e sociali, ponendoci al di sopra di ogni divisione, per pretendere insieme una scuola moderna, sicura e impeccabile?

3. ​Siamo pronti a custodire il futuro dei nostri giovani investendo con gioia e convinzione nella stabilità emotiva, nel merito e nella bellezza di un’istituzione che non scende mai a compromessi con la mediocrità?

​La reazione fiera, coraggiosa e lucida dei genitori del Troya ci mostra la strada maestra. Qui non ci sono colori politici né fazioni contrapposte: c’è l’amore immenso per i nostri figli e la volontà granitica di elevare la politica e la comunità al di sopra di ogni interesse di parte. La sicurezza, la dignità e l’eccellenza sono il patrimonio sacro e inviolabile di tutta Andria.

​Archiviamo i rattoppi e scegliamo l’eccellenza. Proteggiamo i nostri figli con la forza dell’amore, con la purezza della verità e con la certezza incrollabile che insieme possiamo costruire un futuro luminoso, stabile e straordinario. Andria merita il meglio, e noi glielo daremo a testa alta!

Dott.ssa Liliana Sergio Psicologo Giuridico/Clinico ad approccio strategico e integrato.

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