Un Papa da leggere

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 Sono passati alcuni mesi dall’uscita della prima Enciclica di Papa Leone e non se ne parla più. In realtà pochi l’hanno letta veramente e ancor più pochi l’hanno capita.

 Gli opinion maker di ogni parte del mondo sono interamente occupati a commentare lo straparlare del tale Presidente, il raccontare del tale genocidio, rappresentare le mirabilia della tecnologia, enumerare i dati economici, impressionare con video di terremoti apocalittici, riportare notizie da tale guerra, ecc. ecc. ma, pur rappresentando tali notizie in modo mirabolante, non ottengono i contatti che vorrebbero; a malapena la gran parte dei lettori legge i titoli degli articoli! figuriamoci se la gente legge o è interessata a leggere i ragionamenti del Papa!

 In realtà questa Enciclica, come abbiamo detto più volte da queste colonne, crea un mondo nuovo; e questo non solo per le considerazioni e raccomandazioni sulla tecnologia, non solo per l’appello accorato indirizzato ai cristiani (e quindi a tutti i cristiani), non solo per la rinnovata e ritrovata centralità della persona umana in ogni angolo della vita sociale, ma anche perché propone un modello di società ed economia nuovo e certamente non competitivo cioè al servizio della persona e non l’inverso com’è oggi. Naturalmente i commentatori molto superficialmente e grossolanamente hanno pensato che si trattasse di utopia e quindi hanno eretto un muro di silenzio che, secondo loro, porterà questo magistero nel dimenticatoio senza neanche perdere molto tempo per demolirlo.

 Le sinistre, si sa, non leggono le cose Vaticane se non per denigrarle!! hanno ancora il dente avvelenato per il guaio e la figuraccia storica subita con l’Unione Sovietica che fu letteralmente asfaltata da quel super gigante della Storia di tutti i tempi che è stato il Papa polacco. Le destre vogliono credere nella tecnologia e quindi alla efficienza, al mondialismo ecc. ecc. semplicemente perché se gli togli anche questo non saprebbero che stanno a fare. Inoltre nessuno ha la preparazione per capire e soppesare argomenti di questa levatura e quindi anche per non fare cattiva figura stanno zitti. 

Dopo la morte di Pio dodicesimo si doveva capire come la Chiesa dovesse relazionarsi con il resto del mondo e cioè con le altre religioni. L’idea autoritaria e centralista che impediva anche solo di aprire un Corano o altro era finita e non si sapeva come sarebbe stato il futuro. Giovanni XXIII in poche settimane dalla nomina indisse un Concilio proprio per dare le necessarie risposte. Da allora l’apertura della Chiesa ha fatto molti progressi e l’Enciclica di Papa Leone fa una cosa grandissima: non parla del cattolicesimo ai cattolici ma parla di un mondo nuovo a tutti i cittadini del mondo; come fosse un invito ad unire le forze per erigere una prassi unica e comune. Prassi contro la guerra, contro una tecnologia che annichilisce la persona, contro una economia spersonalizzante, … dimostrando che il Pontefice ritrova il suo spirito originario di Autorità mediana, di fucina di saggezza, tra le religioni e per la gente comune; dimostrando inoltre al di là dei riti che esiste una unicità di sensibilità che va valorizzata; dimostrando che se la laicità vuole un mondialismo egualitarista e spersonalizzante le religioni per avere il ruolo che gli è proprio e che è riconosciuto e voluto dalla gente, devono accorgersi che tutte le persone del mondo ripudiano la guerra e le tecnologie nemiche.

 L’operazione non è nuova ma questa volta è stata fatta con una rivoluzionarietà tale da farla apparire specie agli scettici un po’ utopistica ma che in realtà induce i fedeli di ogni genere a chiedersi da che parte stare.

 L’ateismo, come tutti sappiamo, con l’idolatrare il consumo e quindi il Dio danaro ha in pochi decenni azzerato le basi della cristianità come la famiglia, l’identità di persona e di territorio, polverizzato la sacralità della donna e del suo corpo, asservito il Diritto, ecc. ecc. con questa mossa il Papa porta nella idealità cristiana la negazione della guerra e il controllo delle tecnologie facendosi interprete di tutti i cittadini del mondo che condividono sinceramente tali elementari valori. Al mondialismo dei mercati, della finanza, del modello di consumo, della tecnologia, della dis-informazione, dell’internet, non sembra ci sia nulla e invece la crisi ambientale, le guerre, la pandemia, hanno dimostrato che il mondialismo è sulla china discendente senza che vi sia un sostituto valido. Ad esso il Santo Padre oppone la inoppugnabile centralità della Persona umana che può sembrare utopistica ma che da un lato non ha alternative, dall’altro è certamente meno utopistica e pericolosa delle guerre stellari che si stanno preparando. La tecnologia presto sarà in grado di distruggere i satelliti bloccando così il globo: i guerrafondai che faranno? Insisteranno con i loro intenti suicidi oppure dovranno pensare ad altro? Adesso si sentono forti perché con un click spostano capitali enormi da una parte all’altra del globo per comperare interi eserciti o per uccidere capi nemici; ma quando tutto questo sarà inibito dalla stessa tecnologia che li rende potenti, che si farà?

 Dentro quella Enciclica c’è una millenaria saggezza che contiene in se le risposte a domande impossibili per i devoti al Dio danaro o Potere.

 Conviene leggerla con attenzione. 

CANIO TRIONE

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