Andria: lettera sindaca a bimba uccisa a Castel del Monte 26 anni fa, ‘non rassegnarsi al male’

[epvc_views]

“Guai a rassegnarsi al male”. Così la sindaca di Andria Giovanna Bruno in una lettera aperta a Graziella Mansi, la bimba di 8 anni seviziata e uccisa il 19 agosto del 2000 da un branco di cinque giovani nel parco ai piedi di Castel del Monte dove il nonno della vittima aveva una piccola rivendita di frutta secca. “Cara Graziella, è di nuovo 19 agosto”, scrive. “Questo giorno che non va via dalla mente, da quell’ormai lontano 2000 che però sembra ieri. Un ‘branco’, fu definito così quel gruppo di giovani e giovanissimi che abusò della tua innocenza e della tua freschezza infantile. Ragazzi. Erano ragazzi quelli che ti chiusero bocca e occhi per sempre. Tra sterpaglie, fuoco e fiamme. Fa specie, ieri come oggi, ragazzi al centro della scena”, aggiunge Bruno. “Macchiati per l’eternità da quell’orrore perpetrato in tuo danno. Chissà: di tutto quello che si è scritto in questi anni della tua vicenda, è capitato anche di leggere che i tuoi aguzzini hanno agito per ‘noia’. Assurdo. Follia. Eppure è accaduto. Peccato che da quel 19 agosto 2000 – ricorda la sindaca – tanti altri sono stati i fatti di cronaca nera, su e giù per l’Italia e in giro per il mondo, in cui lo sfondo di è stata proprio lei, la noia. Il non saper che fare. Come impiegare il proprio meraviglioso tempo che invece è dato vivere”.

“Quando poi la noia – sottolinea Bruno – si accompagna alla superficialità e, peggio ancora, ad odio e violenza, ne viene fuori una realtà devastante. Sono passati 26 anni dal tuo omicidio, in quella calda sera d’agosto, ai piedi di Castel del Monte. E siamo a pochi giorni dall’ennesimo, allucinante obbrobrio umano: ragazzi contro ragazzi. Un morto di appena 18 anni”, evidenzia la sindaca ricordando il giovane di 18 anni, Cosimo Quagliarella, andriese, ucciso nei giorni scorsi a Trani da un 17enne. La prima cittadina spiega di voler “condividere il malessere che mi accompagna in queste ore, ancor più dopo aver guardato negli occhi tanta gioventù che a qualcuno conviene catalogare come ‘persa’ e che invece io continuo a ritenere che valga la pena essere abbracciata, possibilmente salvata. Non c’è mai nulla di perso, fino a quando ciascuno di noi proverà ad investire un briciolo di speranza, di azioni positive, di pazienza, di amorevolezza. Utopia? Sempre meglio della rassegnazione. Ci si può mai rassegnare al male? Guai. Intanto, è bello vedere che davanti alla tua sepoltura che abbiamo voluto all’ingresso del nostro Cimitero, non di rado siano proprio bambini, ragazzi e giovani a portarti un fiore e a dirti che questa Città non ti dimentica”, conclude Bruno.

News dal Network

Promo