Omicidio Trani: questa è delinquenza, altro che disagio giovanile

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L’omicidio della notte tra il 12 ed il 13 agosto nella pinetina in di via Andria, a Trani, rappresenta il culmine di una gravissima situazione che investe l’intero territorio e che non può più permettersi di essere ignorata o minimizzata. Un omicidio consumatosi in quella condizione deve indurre ad un’analisi ben più profonda di quella sommaria e utile solamente a lavare le coscienze di chi non riesce a garantire la sicurezza e la vivibilità nelle nostre città. Non è disagio sociale, è delinquenza pura. Un episodio delinquenziale che deve suscitare l’immediata indignazione delle cittadinanze e del mondo associazionistico ma anche delle Istituzioni che, evidentemente, unitamente alle cosiddette Agenzie Educative, devono aver fallito il loro obiettivo educativo. Anche le famiglie ed i genitori sono coinvolti in questo fallimento generalizzato.

Un diciottenne, di origini andriesi, ammazzato in quel modo, in quella circostanza, rappresenta un grido di allarme e di dolore che non può essere ignorato. Ecco perché è necessario reagire. Al messaggio di cordoglio che giunge alla famiglia si unisca anche quella reazione civica che è ormai assente. Non abbiamo bisogno di parole di circostanza; non abbiamo bisogno di cerimonie scaricabarile; non abbiamo bisogno di fasce tricolori sempre pronte a parlare dal pulpito di una chiesa dove si celebrerà l’ennesimo funerale di una giovane vita spezzata.

No, di tutto questo non abbiamo più bisogno, perché tutto questo ha dimostrato di non bastare, di non essere sufficiente e di servire solamente alla quotidiana propaganda che dopo mezz’ora perde la memoria e si dimentica di ciò che è accaduto” – conclude l’attivista sociale Savino Montaruli che invoca un’immediata iniziativa pubblica promossa dalla Prefettura di Barletta Andria Trani ed aperta alle cittadinanze che hanno bisogno di parlare, che vogliono parlare e che devono parlare.

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