Aumento dello stipendio per gli statali e del debito per tutti gli altri

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Si va rapidamente verso nuove elezioni politiche. L’aumento recente dello stipendio dei dipendenti pubblici (Ministeri, enti pubblici non economici, enti fiscali …) a seguito del rinnovo del loro contratto collettivo mentre esiste un debito assolutamente impossibile da pagare, ne è un sintomo. È meritato quell’aumento? Se il criterio più valido per valutare il merito è la efficienza dell’apparato pubblico, certamente la risposta è “no”! ma è aumentato il prezzo di ogni cosa: dai pomodori alla luce, alla benzina… e quindi si deve mollare qualcosa! sono tempi duri anche per la politica cui serve assicurarsi un po’ di voti…quindi: stipendi nuovi!

 Aumenta il Pil in questo modo? Certamente si, sia perché l’aumento dello stipendio è di per se un aumento aritmetico del Pil, sia altresì perché quell’aumento sarà, almeno in parte, speso e quindi ce lo ritroviamo anche per questa via nel Pil. Ma in realtà la ricchezza nazionale non è aumentata affatto ma aumenta la spesa pubblica e quindi, nel nostro caso, il deficit e il debito, magari anche attraverso un aumento dei prezzi spinti anche dalla crescita della domanda. Come si può immaginare di aumentare la spesa mentre il debito è quello che ci dicono? non si sa, ma non è possibile una ipotesi diversa (almeno così dicono ai politicanti i professoroni…) e quindi si sfida la legge di gravità e tutto rimane com’è con un po’ più di debito e un po’ più di spesa.

 Cioè serviranno più soldi da chiedere a quei cattivoni degli imprenditori che si ostinano a lavorare solo quattordici/sedici ore al giorno, senza diritti ma solo doveri verso tutti e per portare la gran parte del frutto del loro lavoro alla politica e allo stato che però dice che non basta,… lo stato dice che serve lavorare di più, farsi pagare di più, per pagare anche questi aumenti salariali. Cioè: persecuzione fiscale e burocratica come e più di sempre.

 Nulla di nuovo quindi? Già: sembra come se la politica si fosse divisa in due parti: certa politica (in tema di finanza, informazione, banca, energia, tecnologia, ambiente, grande industria) sembra debba essere di appannaggio esclusivo di centri di potere che stanno ben nascosti fuori dai Palazzi delle Istituzioni, mentre l’immigrazione e il bilancio pubblico -che ormai altro non è che gestione dei debiti peraltro crescenti- sembra siano gli unici argomenti ammissibili nella campagna elettorale; cosa, a ben guardare, vera in ogni parte del mondo!!! Ma questa divisione in due della politica è un vulnus della democrazia grande come una montagna! ma è cosa che sembra non essere interesse di nessuno! Per fortuna! direbbe qualcuno visto il livello intellettuale dei protagonisti della nostra politica, ma questo significa che le elezioni servono a ben poco. In ogni caso è di solare evidenza che la gente non è correttamente rappresentata. Per esempio: noi tutti sappiamo che l’impiego (anche se solo agli inizi) della intelligenza artificiale sta producendo molte conseguenze nefaste tra le quali quelle inoppugnabili sono: impiego smodato di acqua, riscaldamento del pianeta, consumo faraonico di energia, consumo di terre rare. Cose che si conoscevano da tempo alle quali non vi sono risposte. Cose che si scaricano direttamente sulle spalle della gente comune. Cioè si va allegramente all’auto distruzione perché nessuno ha il coraggio di dire che i progressi della tecnologia hanno dei costi sistemici impossibili da pagare e quindi serve una cultura nuova drasticamente diversa e serve adesso. Quindi la intelligenza artificiale è una specie di Stalingrado della tecnologia, nessuno se ne è reso conto ma si va avanti come nulla fosse. E, un po’ come fanno gli struzzi, non si vuole vedere nulla e, per farsi votare, si aumentano gli stipendi pubblici!

 Ma è solo un esempio; che dire del fatto che alcuni leader politici per conservare la propria poltrona si accerchiano di amici e parenti possibilmente un po’ sempliciotti per non rischiare di essere sostituiti?

 In sintesi: ci si accalora o, meglio, si fa finta di accalorarsi, per la questione, grave ma dall’esito semplicemente scontato, della immigrazione dividendo gli italiani su un tema che è molto semplice da rappresentare, mentre si lascia che il mondo vada alla malora, sapendolo, favorendolo, semplicemente perché non si ha la forza e la intelligenza di ipotizzarne uno diverso.

 Se la destra vincerà lo farà per la simpatia di alcuni leader e per l’encefalogramma piatto delle opposizioni. Altro non c’è. I partiti sono fuori dalle scelte che contano e la gente è stata tenuta all’oscuro delle problematiche vere.

 Si va verso il peggio. 

CANIO TRIONE

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