Gli eventi spagnoli dell’altro giorno ricordano l’arcinota invasione albanese della città di Bari di alcuni decenni fa realizzata con la nave “Vlora” che fu anch’essa una forma di utilizzazione delle masse di disperati (di cui alcuni già ospiti delle patrie galere albanesi) come forma di pressione politica internazionale. Quella nerissima pagina della politica italiana non è stata volutamente capita e dopo tanto tempo siamo allo stesso punto.
Adesso come allora si cerca una “soluzione” senza cambiare nulla nelle determinanti che hanno prodotto un disastro del genere.
Qualcuno nel rimbambimento generale scopre che quei pezzettini di Africa che sono Spagna lo sono abusivamente e tutto andrebbe meglio se divenissero africani anche istituzionalmente. Come se cambiando bandiera si divenisse ricchi!
Ci si dovrebbe chiedere come mai nei paesi poveri si mettono al mondo figli mentre negli stati ritenuti dagli africani più agiati, no! laddove i cittadini e le cittadine più ricchi e anche più istruiti (almeno così fanno credere) non si sentono in grado economicamente e mentalmente di essere all’altezza del compito di padre e madre. Gli africani sono incoscienti nel fare figli? oppure lo sono gli europei? C’è qualcosa di molto grande che non va nel pensiero diffuso in Occidente. Quindi la “soluzione” deve toccare i fondamenti del nostro modo di fare politica.
Le componenti del fenomeno sono tante e complesse; proviamo a citarne alcune.
Se la ricchezza (e la sicurezza economica) non è diffusa ma accentrata gli esclusi dal banchetto non si sentiranno in grado di bastare a se stessi e alla propria famiglia.
Se gli esclusi hanno aspettative o, meglio dire, ambizioni, di vita e di consumo più ampie delle possibilità accordate loro dal sistema non si avventureranno in un percorso nel quale la qualità della vita potrà solo peggiorare.
Se la qualità della vita dipende non da te ma dal ruolo dello stato e dalla sua capacità di dotarsi di mezzi finanziari aumentando la spesa pubblica a danno dei cittadini contribuenti attuali e futuri è ovvio che i “pagatori” si sentano perseguitati mentre gli stranieri vorranno beneficiare. Così -per esempio- per rifare una strada o per spazzare quelle esistenti i cittadini contribuenti pagano mentre si assumono gli stranieri per fare materialmente il lavoro. I primi non apriranno imprese, mentre i secondi accorreranno dai quattro angoli del globo!
Se il sistema fiscale, creditizio, normativo,… favorisce la grande impresa e ne accresce la ricchezza è evidente che pletore sempre maggiori di cittadini saranno esclusi dall’economia e non se la sentiranno di procreare.
Se vuoi lavorare solo la piccola impresa può garantire l’accesso al lavoro ai nazionali e agli immigrati… ma viene perseguitata perché allo stato i soldi non bastano mai!!! e quindi rimane nana. Ma quella persecuzione è necessaria alla sopravvivenza della grande impresa e al ruolo elefantiaco dello stato “dalla culla alla tomba” perchè la grande impresa non paga tasse, meccanizza le produzioni ed è libera di andare dove vuole nel mondo mentre la piccola non può spostarsi….
Se si vuole “aiutare” l’Africa al più si pensa a fare strade e ferrovie a beneficio delle imprese nostrane che andranno là a costruirle nel nulla; come si pensa che lì qualcuno vorrà divenire imprenditore?
Se è vero tutto questo, la denatalità e i fenomeni migratori sono prodotti dall’accentramento delle ricchezze e dei poteri; accentramento che nessuno vuole mitigare per ragioni intuibili e quindi solo con la forza (cosa cui si ricorre quando non sei in grado di ottenere il risultato che vorresti in altro modo) si tenta di arginare il fenomeno. Le invasioni sono un metodo violento, il rimpatrio è un metodo violento: non v’è spazio per la libertà e volontà.
Tutto questo facilmente diviene guerra aperta.
Peraltro leggendo le statistiche economiche ci si avvede (e lo si crede vero) che il Pil riconducibile ad una grande impresa è più grande di quello attribuibile alla piccola che così viene percepito come trascurabile. Se fallisce il negozio sotto casa non se ne accorge nessuno se non i diretti interessati; così i piccoli non hanno rappresentanza mentre i grandi si… aprendo una falla enorme nel sistema che si chiama “democratico”.
Quindi l’asse stato-grande impresa è la causa di tutto questo. Solo la ritrovata centralità della piccola impresa e quindi della persona umana singola o in associazione, la sua cultura ed identità, sono la soluzione che prima o poi si imporrà per restituire alle nostre società lo slancio necessario.
Nell’attesa è elevato il rischio di vivere una vera e propria eutanasia collettiva guidata dallo stato.
CANIO TRIONE
