È inutile: noi non ci vogliamo bene!

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La mia riflessione è partita scorrendo i post sui social media, una cosa tremenda basta una foto, un qualcosa, un qualsiasi riferimento ad avvenimento che parte la lapidazione.
Si proprio così, ormai sembra che si ritenga sia un toccasana il vomitare fuori, su qualunque cosa non faccia parte del proprio ristretto orizzonte.
Qualsiasi cosa diventa un buon motivo per rimettere, per avere conati o emesi di rabbia, veleno, cattiveria, malvagità, malignità, perfidia, e crudeltà, malevolenza, ferocia, spietatezza.
Mi direte esagerato… assolutamente no si può trovare ogni forma di perversità fino a forme estreme di malvagità, bassessa o meschinità, vere e proprie canagliate, carognate e mascalzonate anche da parte di persone apparentemente colte, civili, democratiche, pacifiste, accoglienti e inclusive.
Parliamo di pace, di non violenza, di accettazione, di inclusione, e poi …
Questo avviene a tutti livelli dagli ultimi, ai capi di stato, ai politici di vario livello, senza comprendere che per loro è un mestiere, non un hobby, hanno grossi interessi, seppure ben celati, in tutto ciò che dicono e che fanno, al contrario dei commentatori che si azzuffano nell’arena virtuale, come novelli schiavi, che non riceveranno in premio nessun sigillo di libertà.
Mi sembra la stessa cosa che avviene nello sport, soprattutto negli stadi, nel calcio dove scatenati, indebitati per pagarsi il biglietto o sovvenzionati dalle società urlano e si azzuffano per i loro idoli, nel frattempo impegnati in ville, supercar e vacanze, che un momento vestono di bianconero, il giorno dopo di rossonero per poi passare al neroazzurro in cambio di decine di milioni, ovviamente i colori sono solo di esempio.
Questo il lungo e pesante preambolo per arrivare al mio suggerimento estivo di alleggerimento, da sostituire al veleno dei post, dei quotidiani mainstreams, dei notiziari, panel, talk, approfondimenti dolosi e faziosi e affidarsi piuttosto ad agenzie anche straniere per avere informazioni e cronaca scevri da opinioni personali interessate e di parte.
Il mio suggerimento di lettura di alleggerimento estivo è Hermann Hesse: scrittore, poeta, filosofo e pittore tedesco naturalizzato svizzero, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946.
A mio parere un vero e proprio maestro di vita, noi siamo sempre alla ricerca del senso della vita, o almeno così dice una parte, cerchiamo sempre di qualcosa “di più” di ciò che abbiamo e che siamo e pensiamo, riteniamo, siamo certi, più che convinti che questo “di più” sia molto lontano da noi. 
Pensiamo che la felicità sia esclusivamente nel possedere grandi ricchezze, essere importanti, famosi, raggiungere alti traguardi, anche ma, non solo la cronaca e la storia ci sono di esempio.
Ognuno di noi nelle pagine, nelle frasi, nelle parole di Hermann Hesse, seppure lui stesso abbia avuto una vita più che complessa e travagliata, può trovare qualcosa, qualche risposta alle nostre domande, almeno a quei, vedo purtroppo pochi, che ancora se le pongono.
Ovvio che le parole lette possono scoprire, risvegliare parti nascoste, rimosse,lo specchio della nostra interiorità, della nostra anima che ci mostra lati di noi talvolta anche dolorosi e difficili da accettare.
Ma è proprio così, mettendosi in discussione che si può trovare l’accordo con la propria coscienza, per placare i nostri animi, per riuscire a vivere finalmente un po’ di serenità che non va cercata fuori, ma dentro di noi.
Oggi voglio proporvi una pagina tratta da IMAGINATION diHermann Hesse, alcuni le hanno definite un balsamo per l’anima.
Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. 
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. 
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare.
Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi:allora tutto diventa possibile.
Non solo camminare su una fune, ma anche volare. Hermann Hess
Questo è quanto afferma Hesse da cui emerge l’importanza fondamentale di:

  • Pace interiore.
  • Accettazione di sé.
  • Equilibrio interiore.
  • Autonomia emotiva.

Evidenziando come la forza per affrontare le difficoltà dipenda principalmente dal nostro atteggiamento mentale:
La PACE INTERIORE è uno stato di profonda calma, quiete e di equilibrio mentale, che non dipende dalle cose che accadono e che succedono fuori di noi, ma nasce dentro di noi. 
Significa sentirsi in armonia con se stessi, liberi da ansia, paure e pensieri cattivi, anche quando la vita di tutti i giorni è difficile e piena di problemi. 
Trovare la pace interiore significa vivere nel presente, vivere il momento presente con attenzione e senza il costante giudizio, accettare anche ciò che non possiamo cambiare e lasciare andare le cose che non possiamo controllare.
Ci aiuta ad affrontare lo stress e i problemi di tutti i giorni con lucidità, e contemporaneamente a praticare la gentilezza verso noi stessi. 
Significa smettere di lottare contro i propri limiti è il primo passo per vivere con serenità, perché stare bene con se stessi significa quasi sempre riuscire a stare bene con gli altri.
ACCETTAZIONE DI SÉ significa a volte anche una giusta riduzione dell’ego, ridimensionare le nostre auto pretese e le illusioni che generano frustrazione.
Finire di fare sempre paragoni con gli altri, confrontarsi continuamente con gli altri è inutile e dannoso, perché nel bene e nel male ognuno ha la propria storia.
Non si tratta di ricercare la perfezione, ma di smettere di farsi la guerra, e al contrario avere compassione verso la propria persona, cambiare il modo di parlarsi, usando la stessa gentilezza che, ad esempio, usiamo con un amico.
Accettare i nostri limiti, perdonare noi stessi, allontanando i pensieri negativi e i sensi di colpa.
Dobbiamo smettere di giudicarci, di lottare contro il nostro modo di essere o di sentirci.
EQUILIBRIO INTERIORE significa essenzialmente STARE BENE CON SE STESSI basato sull’accettazione e sul dialogo interiore che devono però, cosa molto difficile al giorno d’oggi, essere obiettivi e oggettivi.
L’equilibrio interiore è uno stato di armonia dinamica tra mente e corpo che si ottiene praticando la consapevolezza, accettando le proprie emozioni e riducendo lo stress quotidiano. 
Non significa vivere senza problemi, cioè nell’assenza completa di problemi ma, saper gestire le sfide con calma, possedere la capacità di navigare tra le onde della vita senza almeno senza lottare contro se stessi, 
Raggiungere questa condizione permette di veleggiare sulle complessità della vita quotidiana e affrontare lo stress con maggiore resilienza.
AUTONOMIA EMOTIVA significa che gli aiuti esterni, almeno per noi poveri comuni mortali, possono esseri utili, ma la vera svolta e la guarigione emotiva partono essenzialmente dalla nostra consapevolezza.
La prospettiva che deriva dall’invito poetico di Hermann Hesse è che: l’essere umano può avere potenzialità illimitate, che se riusciamo ad identificare e eliminare la paura e il conflitto interno, ogni obiettivo diventa possibile.
Ogni nostro aspetto può essere risorsa e limite allo stesso tempo, molte volte, invece, ci convinciamo che alcuni aspetti di noi stessi siano sbagliati, da cancellare, da ripudiare, da odiare.
Dobbiamo riuscire a capire che le nostre zone d’ombra servono esattamente come le nostre zone di luce e che insieme contribuiscono a definire ciò che è il nostro personale e individuale ESSERE.
Diversamente possiamo arrivare a fare una guerra a noi stessi che non lascia scampo, distruggendo così tutta la nostra autostima e la possibilità di vivere serenamente la nostra vita.
Ciò che siamo non è mai sbagliato! 
Tutto ciò che siamo é da considerare una valida e preziosa risorsa per godere della nostra vita in tutte le sue sfaccettature.
Dobbiamo lavorare per avere il pieno controllo dei pensieri, smettere di pensare sempre alle cose negative o a quello che è già passato.
Vivere l’attimo, vivere e rimanere concentrati sul presente su quello che stiamo facendo adesso, ponendo attenzione al momento che stiamo vivendo adesso, senza pensare troppo al passato e senza avere paura del futuro.  Dobbiamo essere comunque e in ogni caso grati, imparare a praticare la gratitudine, dobbiamo pensare e fare attenzione alle cose belle che abbiamo ogni giorno invece di guardare solo i problemi.
Dobbiamo accettare la vita, imparando che non possiamo cambiare tutto quello che succede fuori, ma possiamo scegliere come reagire.
Ogni caratteristica del nostro Sé può venirci in soccorso facendoci volare o tirarci giù portandoci alla distruzione… 
Tutto dipende da come scegliamo di utilizzarlo.
Buona riflessione.

Roberto Kudlicka

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