L’aumento della tassa rifiuti nel comune di Bisceglie suscita reazioni anche nella vicina città di Andria. Un aumento, quello registrato a Bisceglie, che sta provocando la reazione dei cittadini, delle associazioni e dei partiti e movimenti politici che si schierano contro questo salasso inaspettato.
Nella città federiciana da qualche giorno il dibattito sollevato dal ComEuropa, associazione del 4° Forum Ambiente della città di Andria, sta provocando reazioni a catena. A fronte di un silenzio assordante di un’opposizione silente e quasi inesistente nella funzione e nel ruolo affidatole dagli elettori; a fronte di un aberrante silenzio da parte di chi crede che governare una città sia un potere assoluto ed incontrastato, le Associazioni civiche non restano a guardare e, attraverso l’Ufficio di Presidenza dell’Associazione di Impegno Civico “Io Ci Sono!”, guidata dall’Attivista sociale Savino Montaruli, dichiarano: “a Bisceglie si paventa un aumento addirittura pari a cento euro in più all’anno. Qualora anche ad Andria l’aumento della tassa dovesse raggiungere tale soglia, significherebbe farla diventare la più alta d’Italia e questo renderebbe la situazione incandescente. La preoccupazione dei cittadini e delle imprese andriesi è legittima e dal comune non giungono ancora né smentite né informazioni in merito all’abbattimento richiesto a causa dei continui disservizi e di una città che, esattamente come quella di Bisceglie, è sporchissima. Le politiche regionali sul ciclo dei rifiuti portano al paradosso che, nel caso della città di Andria, vengano raggiunte alte percentuali di raccolta differenziata ma senza alcun beneficio per cittadini ed imprese che sono gli autori di questo sano e corretto comportamento. Una dicotomia irrazionale che sta mettendo il comune di Andria e la sua amministrazione comunale in una delicata situazione: da un lato il comune, dopo aver subito la bocciatura da parte di ARERA del PEF 2024-2025, si trova a dover restituire agli andriesi gli aumenti illegittimi della Ta.Ri. degli anni 2024 e 2025; dall’altro si trova a fronteggiare la richiesta di Unibat e delle Associazioni Civiche di abbattere la tariffa di almeno il 30% a causa dei disservizi e degli aumenti di questi anni”.
Da parte delle L.A.C. andriesi, infine, l’annuncio della protesta di piazza: “chi fa affidamento subdolo sulla rassegnazione di cittadini ed imprese si sbaglia di grosso. Le politiche vessatorie vanno assolutamente contrastate e contestate. Chi pensa di trincerarsi dietro i silenzi credendo di passare inosservati si sbaglia di nuovo. Le proteste degli anni passati hanno visto attuali amministratori comunali salire sui carri della protesta civica. Adesso che sono loro i carnefici diano le risposte e la smettano di far finta che non è a loro” – concludono.
