“Ho ascoltato le dichiarazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa. Richiama il tema della costituzionalità e non posso che esserne lieto. È esattamente quello che chiediamo anche noi: che il Parlamento legiferi con lo sguardo rivolto alla Costituzione e non agli equilibri della maggioranza. Le regole della democrazia non si cambiano per vincere la prossima elezione; si costruiscono perché funzionino anche quando si perde. La differenza è tutta qui: noi discutiamo di come rafforzare la democrazia, la destra continua a discutere di come rafforzare la propria maggioranza. Sono due cose profondamente diverse”.
Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, alla presentazione del libro di Michele Cozzi, “Laboratorio Giorgia. Ideologia e potere tra Europa e Trump”, nell’ambito della rassegna “Chiostri e Inchiostri” di Noci.
“Ed è proprio questo il filo conduttore del libro di Michele Cozzi: capire se, dopo quasi quattro anni di governo, siamo di fronte a un progetto per il Paese o a un progetto per il potere. La mia risposta è netta: più che un laboratorio, quello di Giorgia Meloni è diventato un labirinto”.
“Anche la legge elettorale conferma questa impostazione. Al di là delle profonde divisioni che ha già prodotto nella stessa maggioranza, presenta evidenti profili di criticità costituzionale: il tentativo di aggirare il principio della base regionale dell’elezione del Senato, sancito dall’articolo 57 della Costituzione, e un premio di maggioranza manifestamente sproporzionato rispetto alla soglia prevista per la sua attribuzione rischiano di alterare quell’equilibrio tra rappresentanza e governabilità che la Corte costituzionale ha più volte indicato come limite invalicabile per il legislatore elettorale. La Costituzione non può essere piegata alle convenienze della maggioranza del momento”.
