Sequestri a Trani: 32 imprese cinesi coinvolte in reati fiscali per 20 milioni di euro

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A Trani, un’imponente operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di 32 imprese cosiddette “cartiera”, tutte gestite da soggetti di origine cinese, accusate di aver emesso fatture per operazioni inesistenti al fine di ottenere indebiti vantaggi fiscali. Tra le società coinvolte figurano due grandi aziende che operano come empori e negozi non specializzati di prodotti non alimentari, con beni e patrimoni aziendali messi sotto sigillo per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro.

Le indagini sono partite da un controllo iniziale nel settore della sicurezza dei prodotti, effettuato nell’agosto 2025 presso una società cinese. Durante gli accertamenti, i finanzieri hanno scoperto una rete di imprese fittizie collegate tra loro tramite contratti irregolari, come un falso contratto di affitto del ramo d’azienda tra la “storica” società oggetto di verifica fiscale e una nuova impresa ubicata nello stesso capannone. Le anomalie riscontrate hanno evidenziato l’assenza di versamenti fiscali, di lavoratori dipendenti e contratti di locazione reali, oltre a rapporti commerciali sospetti con fornitori sparsi su tutto il territorio nazionale.

Nel complesso sono 65 le persone indagate per gravi reati, tra cui emissione di fatture false, frode fiscale, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta dolosa. Questa operazione sottolinea la continua attenzione delle autorità italiane nel contrastare il fenomeno delle aziende fantasma e delle frodi fiscali, garantendo legalità e correttezza nel tessuto economico locale.

GIOACCHINO DICORATO

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