I limiti del Piano Casa Nazionale Le necessità delle famiglie, la difesa dell’edilizia pubblica

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Si è tenuta questa mattina presso la sala stampa dell’ARCA Puglia Centrale, la confrenza stampa promossa dal SUNIA sul Piano Casa Nazionale del Governo Meloni.

Unitamente al segretario provinciale del SUNIA, hanno partecipato anche l’Assessore Regionale alle Politiche Abitative Marina Leuzzi, l’Assessore alla Casa del Comune di Bari prof. Grasso e l’l’AU dell’ARCA PC avv. De Nicolo.

I presenti si sono soffermati sulle evidenti criticità del “Piano” approvato dal Governo, definendolo irrealistico. Di seguito la sintesi del SUNIA espressa durante l’incontro: 

“Il Piano Casa Nazionale del Governo non potrà consentire un rilancio delle politiche abitative coerente con il fabbisogno abitativo richiesto dalle famiglie, nonché un sostegno verso gli ex IACP che hanno un patrimonio molto vetusto.

 La vendita del patrimonio ERP toglie la possibilità alle famiglie in difficoltà di ottenere in assegnazione di alloggio popolare.

 Viene previsto il recupero di 60 mila alloggi di case popolari sfitte in dieci anni, con una dotazione finanziaria di 970 milioni di euro che diviso 60 mila alloggi = 16.166,67 euro per ogni singola abitazione. E del tutto evidente che le risorse sono clamorosamente insufficienti.

 Non di poco conto il Governo nomina un commissario con poteri speciali per derogare alla pianificazione urbanistica comunale e regionale con un compenso di 493.000 euro lordi totali per un mandato che durerà fino al 31 dicembre 2027

 La norma centralizza le decisioni e svuota le funzioni dei Comuni e Regioni in materia urbanistica e di Politiche Abitative. Il mandato del commissario dura 2 anni, ma gli interventi dureranno 10 anni: chi gestirà realmente le esigue opere dopo il commissariamento? 

 I sindacati hanno ribadito i punti centrali per superare l’emergenza abitativa:

 – recupero reale del patrimonio ERP esistente; nelle 5 ARCA pugliesi abbiamo la necessità di recuperare 1090 alloggi ERP da ri-assegnare: Bari 350, Taranto 50, Foggia 500, Brindisi 150, Lecce 40; oltre a 50mila alloggi ERP in Puglia tra ARCA e Comuni che vivono un degrado manutentivo terribile;

 – rifinanziamento del fondo affitti a sostegno delle famiglie a basso reddito;

– rifinanziamento del fondo a sostegno delle famiglie sottoposte morosità incolpevole;

– interventi fiscali a sostegno della locazione a lunga durata.

– l’azzeramento dell’IMU a carico delle case popolari

 Al finto Piano Casa Nazionale chiediamo alla Regione di contrapporre un Piano Casa Regionale con le risorse europee disponibili al fine di soddisfare la domanda di alloggi in locazione a lunga durata a canone concordato ed il coordinamento delle ARCA pugliesi con fondi per il recupero edilizio del patrimonio ERP.

Non ultimo, lo strumento dell’urbanistica deve essere la leva per consentire alle ARCA di valorizzare il proprio patrimonio al fine di aumentarne l’offerta abitativa che, insieme all’applicazione della L.R. n.12/2008 dovrà rilanciare l’E.R.S. e il social Housing.”

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