Barletta Piano Festival. Alla scoperta della meglio gioventù pugliese con Serena Valluzzi

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 È una pianista in grande ascesa, la barese Serena Valluzzi, trent’anni compiuti lo scorso febbraio e in bacheca una serie di prestigiose affermazioni, dal Concorso Rospigliosi al Premio Alkan, oltre al quarto posto (che vale quanto una vittoria) conquistato nel 2021 al «concorso dei concorsi», il Busoni di Bolzano. Al Barletta Piano Festival diretto da Pasquale Iannone, venerdì 5 luglio (ore 21.15), nel salone dell’Hotel La Terrazza, Serena Valluzzi inaugura la sezione dedicata ai talenti pugliesi con un recital comprendente musiche di Claude Debussy, Déodat Séverac e Isaac Albéniz.

Di Debussy la pianista eseguirà la raccolta «Estampes», un insieme di tre deliziosi quadri musicali del 1903 dal carattere descrittivo che si apre sulle note pentatoniche di «Pagodes», evidente richiamo al lontano Oriente. Il giro del mondo compiuto attraverso i suoni dal compositore francese fa tappa subito dopo in Spagna con «La soirée dans Grenade», al cui ascolto ci si ritrova immersi in una calda serata iberica, tra atmosfere misteriose e danze su ritmi di habanera. Eppure, come notò l’andaluso Manuel de Falla, «non c’è nemmeno una nota tratta dal folclore spagnolo» in questa pagina che «esprime mirabilmente lo spirito del Paese». Un effetto nostalgico produce, invece, «Jardin sous la pluie», forse la composizione pianistica più nota di Debussy, in cui l’autore riproduce il clima di un acquazzone autunnale con una scrittura di grande effetto.

Altro francese illustre vissuto a cavallo tra Ottocento e secolo Breve, e con il cuore in Spagna, è Déodat Séverac, del quale Serena Valluzzi proporrà i «cinque studi pittoreschi» che vanno sotto il nome di «Cerdaña», vale a dire la regione storica e comarca dei Pirenei orientali a cavallo tra Spagna e Francia che l’autore celebra trasfigurando alcuni temi folcloristici di quella regione, mentre catalano doc è Isaac Albéniz, il compositore scelto per chiudere il concerto con «El Albaicín», pezzo tratto dal terzo dei quattro libri della suite pianista «Iberia» che rappresenta un omaggio al quartiere girano di Granada.

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