Tentata truffa pluriaggravata, ma per l’imputato c’è l’archiviazione

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Indagato per tentata truffa pluriaggravata, falsità in titoli di credito, indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti, autoriciclaggio in concorso in quanto con l’artificio di utilizzare falsi documenti bancari inerenti un titolo obbligazionario (bond) richiedeva alla banca il ritiro di quel titolo e il suo trasferimento su uno specifico dossier titoli a lui intestato con conseguente monetizzazione del titolo inducendo in errore le banche a pagare all’imputato l’ingentissima somma di denaro non riuscendo nell’intento per cause indipendente dalla sua volontà.

A seguito di una articolata e complessa indagine svolta dal P.M. dott. Michele Ruggiero lo stesso chiedeva l’archiviazione in quanto con riferimento alla tentata truffa, seppur pluriaggravata, alla luce della riforma Cartabia mancava la querela determinando l’improcedibilità rispetto a tale ipotesi delittuosa; con riferimento al reato di autoriciclaggio e di indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti, gli stessi reati venivano, a seguito dell’esame della documentazione prodotta, riqualificati nella più tenue ipotesi di falso in scrittura privata, fattispecie, ormai da tempo, non più prevista dalla legge come reato; tra l’altro è apparso verosimile che non sia stato l’imputato A.D. a confezionare la falsa documentazione bancaria ai fini truffaldini. La richiesta del PM veniva poi accolta dal GIP di Bari dott De Salvatore il quale ne disponeva, a favore dell’indagato, difeso dall’avvocato Antonio Maria La Scala, l’archiviazione sia per la mancata procedibilità che per l’infondatezza della notizia criminis.

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