Modello 730, tutte le regole per non perdere nessuna agevolazione fiscale: cosa fare con ricevute ed estratti conto

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È già tempo di fare il 730: dal 30 aprile, infatti, è presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate la procedura per il 730 precompilato (che si potrà inviare dal 20 maggio). È quindi utile tenere a portata di mano tutta la documentazione che ci occorre, in particolare quella riguardante le spese. La presentazione del 730 consente, infatti, al contribuente di accedere alle detrazioni e deduzioni previste dalla legge.

Ma ci serve davvero conservare la documentazione delle spese? È sufficiente conservare fatture, ricevute e scontrini? L’estratto conto bancario può rivelarsi utile? Un attimo di pazienza e vedremo nel dettaglio cosa è importante non gettare via.

Accumulare e tenere in ordine scartoffie e documenti vari può preoccupare più di qualcuno, e i meno disciplinati potrebbero rischiare di smarrire qualcosa. In questo caso, c’è soluzione? La risposta alle nostre domande possiamo trovarla, in realtà, nella circolare n. 24/2022 dell’Agenzia delle Entrate. Come sappiamo, per conseguire agevolazioni – quali detrazioni e deduzioni – che ci permettano di risparmiare sulle tasse dobbiamo dare la prova di aver sostenuto determinate spese che, appunto, danno diritto a tali benefici fiscali.

In quest’ottica, già da qualche anno, se si vogliono richiedere agevolazioni fiscali, è necessario pagare con mezzi tracciabili e, naturalmente, essere in grado di documentare la spesa conservando la relativa documentazione per un certo periodo di tempo (cinque anni). Pertanto non sono sufficienti gli scontrini, le ricevute, le fatture: occorre dare traccia del pagamento che – salvo limitatissime eccezioni – non deve essere eseguito in contanti.

Più precisamente, è consentito pagare in contanti solo per comprare medicinali e dispositivi medici e per usufruire di prestazioni sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale o di strutture private accreditate allo stesso SSN. La documentazione relativa alle spese effettuate, inoltre, va consegnata al momento della compilazione del 730/2024. La conservazione invece risponde all’esigenza di difendersi in caso di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Ma quali sono questi documenti, da presentare unitamente al 730? Secondo l’Agenzia delle Entrate, i principali sono i seguenti:

la ricevuta del bancomat o della carta di credito relativa alla spesa effettuata;

l’estratto conto bancario;

la copia del bollettino postale

copia del MAV;

la ricevuta dei pagamenti effettuati con PagoPA.

Quando si può utilizzare l’estratto conto? Riguardo all’estratto conto, va precisato che, se si paga con carta di credito o bancomat, la documentazione del pagamento può essere fornita anche mediante l’estratto conto bancario o l’estratto conto della carta di credito. Ciò può rivelarsi particolarmente utile se non si è in possesso della ricevuta del bancomat o della carta di credito relativa alla spesa effettuata.

Attenzione, però: per avere diritto alle detrazioni o deduzioni previste, è necessario che dall’estratto conto si evinca che il pagamento è stato eseguito per una prestazione o un acquisto che consenta appunto di usufruire di agevolazione fiscale.

E se non siamo in possesso della documentazione? Se, poi, non si dispone della documentazione sopra indicata, il pagamento – purché con mezzi tracciabili – può essere dimostrato tramite annotazione sulla fattura o sulla ricevuta fiscale o sullo scontrino elettronico: l’annotazione deve essere fatta dal soggetto che ha ricevuto il pagamento.

Franco Marella

(brocardi)

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