Povertà: Coldiretti, nel mondo sprecati 1 mld di pasti al giorno

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«In tutti i continenti si sprecano oltre 1 miliardo di pasti al giorno, una situazione paradossale se si considera che nello tesso tempo 735 milioni di persone sono state colpite dalla fame e un terzo dell’umanità ha dovuto affrontare l’insicurezza alimentare”. Lo afferma Coldiretti, citando i dati dell’ultimo rapporto Unep. ”Il problema reale riguarda dunque la distribuzione delle risorse alimentari e gli squilibri legati al venir meno di sistemi alimentari costruiti dal basso e fondati sull’agricoltura familiare che vanno sostenuti e rilanciati. In molti Paesi tali sistemi non sono più in grado di produrre e distribuire cibo sufficiente a sfamare una popolazione globale in crescita, di soddisfare le esigenze nutrizionali, di garantire un accesso equo e di operare in modo sostenibile».

Il futuro del cibo e dei consumatori, secondo l’associazione, ”è messo oggi in serio pericolo da prodotti a base cellulare, gli alimenti creati in laboratorio che gli oligarchi del cibo cercano di spacciare come soluzione ai problemi alimentari e ambientali, ma sono in realtà il frutto di una tecnologia dai contorni oscuri, con molte incognite che rischiano di cambiare per sempre la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda. Seguendo questa strada il concetto stesso di cibo si trasformerà anch’esso con il trasformarsi delle materie prime fino ad arrivare a rappresentare una mera forma di nutrimento artificiale, completamente nelle mani di pochi soggetti”.

Un passo importante per invertire questo fenomeno viene dalla World farmers markets coalition che è uno dei dieci programmi della Fao. Una realtà che coinvolge già 250 mila agricoltori e famiglie. Fra gli obiettivi della World farmers markets coalition c’è, spiega la Coldiretti, la diffusione di un modello di sviluppo economico ambientale e sociale sostenibile, tramite la filiera corta con il supporto all’agricoltura familiare, la promozione del cibo locale e l’emancipazione degli agricoltori, in particolare delle donne e dei giovani. Alcuni punti rilevanti dell’azione associativa sono la conservazione della biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici e facilitare l’accesso al cibo nei Paesi più in difficoltà.

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