Antenne telefoniche in via Scipione l’Africano ad Andria, oggi il giorno della verità

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Un fronte caldo, caldissimo nella città di Andria contro l’installazione selvaggia delle antenne di telefonia mobile. Il “caso” della nuova installazione in zona sensibile, in via Scipione l’Africano, potrebbe trovare soluzione lunedì mattina quando l’Assessore all’Ambiente avv. Savino Losappio e il Presidente dell’Associazione di Impegno Civico, l’attivista sociale Savino Montaruli, si incontreranno e dialogheranno con la società telefonica proponendo le alternative individuate per trasferire quell’installazione ancora non effettuata. Una procedura concordata direttamente con la Sindaca di Andria, avv. Giovanna Bruno, nel recente incontro in sala giunta alla presenza della delegazione di residenti.

Accanto a questa delicata vicenda si apre un altro fronte in città. A parlarne è lo stesso attivista Montaruli che ha dichiarato: «in questi ultimi giorni stiamo ricevendo una moltitudine di contatti che chiedono chiarimenti sulla recente entrata in vigore del provvedimento governativo che ha elevato la soglia di emissioni per gli impianti di telefonia 5G. Siamo molto attenti a quello che sta accadendo in quanto ora – prosegue Montaruli – la preoccupazione proviene anche da parte di chi ha già autorizzato le installazioni di antenne sulle proprietà private e si ritrova con l’aumento di quei limiti che fino al 29 aprile scorso erano enormemente inferiori e forse avrebbero potuto destare meno preoccupazione. Da parte nostra resta fortissimo l’invito all’Amministrazione comunale di Andria ad intervenire con scelte politiche ed amministrative forti e coraggiose, a sostegno di quel Principio di Precauzione che mai come oggi deve prevalere.

Piano di localizzazione e sostegno alle azioni dei cittadini devono essere assunti coraggiosamente anche dall’amministrazione comunale e dai sindaci della Provincia Barletta Andria Trani, in modo da lanciare lo stesso segnale che molti altri sindaci d’Italia stanno lanciando in questi giorni. Non c’è per nulla da stare né sereni né passivi. La reazione deve ora essere davvero collettiva perché continuare a far finta di nulla, come di fatto sta accadendo in ambienti politici ed istituzionali significa rassegnarsi al peggio, come stanno facendo le Associazioni territoriali che, invece, a livello nazionale hanno preso posizione chiara e netta contro l’innalzamento dei suddetti limiti» – ha concluso Montaruli.

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