“Preferisco le stelle”: domani Tommy Dibari si racconta a Trinitapoli

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Continua fitto il cartellone di appuntamenti dello scrittore e psicologo barlettano Tommy Dibari che domani, 11 maggio, alle 17.30, nella biblioteca comunale “Morra” di Trinitapoli (via Aspromonte, 1) presenterà la sua sesta opera dal titolo “Preferisco le stelle”, edita da Santelli Editore.

L’evento è inserito nel “Maggio dei libri”, kermesse culturale organizzata da nove anni dal Comune di Trinitapoli in sinergia con la biblioteca, le associazioni e le scuole del territorio. Durante la presentazione, moderata da Esther Larosa, Dibari illustrerà il vissuto profondo e il percorso di costruzione alla ricerca di sé di un “eroe involontario”, Michele Lovero, il protagonista del romanzo.

Michele è un giovane pugliese laureato in lettere e filosofia che sogna di fare l’insegnante. In attesa di un concorso che sembra non arrivare mai, sbarca il lunario lavorando come cameriere nel pub di un amico. Quando dal Ministero dell’Istruzione giunge conferma dell’ennesimo rinvio della pubblicazione del concorso, a Michele non resta che accodarsi ai tanti amici del sud che si preparano per i concorsi delle forze armate. Superate brillantemente le prove preselettive, gli viene notificata come destinazione di lavoro Milano. Una notte, mentre è a lavoro, al centralino giunge una telefonata: è una bimba, Claretta, che chiede di rintracciare sua madre. Durante la conversazione il protagonista scopre che la mamma della piccola è morta a causa di un incidente automobilistico. Michele, a quel punto, accetterà di indagare tra le nuvole.

«Lovero – commenta lo scrittore – incarna l’esempio di chi è costretto a rivedere i propri sogni a causa di fortuiti eventi. Si lascia ‘guidare dalle stelle’ a Milano, capoluogo che gli permetterà sia di prendere le distanze da una situazione familiare e sociale in cui non si identifica, sia di intrecciare il suo nuovo destino da eroe involontario». Ad ispirare il romanzo un fatto realmente accaduto.

«La vita di Michele – spiega Dibari – è una storia di questi tempi, quella di tanti giovani che cercano di costruirsi un futuro, brandello dopo brandello, ma spesso gli eventi ne stravolgono l’immaginario. A tutti i ragazzi voglio augurare la liberazione sganciandosi dal concetto di delega all’altro e agli eventi, affinché ciascuno costruisca sé stesso, così come è stato per Lovero».

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