Accesso al borgo di Montegrosso, l’ora della verità

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Il destino del Borgo di Montegrosso, delle Imprese e degli opifici che insistono su quella parte importantissima di territorio, che è la porta verso il Parco dell’Alta Murgia e Castel del Monte, si deciderà nelle due giornate più importanti della storia del Borgo che, ora, rischia seriamente di restare isolato e di vanificare tutte le progettualità pubbliche e private che sono state programmate per l’area naturalistica.

Ad esprimersi sulla delicatissima situazione sono i due Rappresentanti delle Sigle produttive degli agricoltori e delle imprese commerciali, per. agr. Natale Zagaria e Savino Montaruli, i quali, anche questa volta, introducono ulteriori elementi di riflessione che danno l’idea di quanto grande sia la posta in gioco e la responsabilità di chi , non avendo mosso un solo dito sino ad oggi, vorrebbe ergersi a salvatore della situazione ma solo presentando carte che mirano alla rimozione della rotatoria, senza alcuna certezza futura ma solo “possibilità” strumentali e demagogiche.

Entrando nel merito della vicenda il Segretario del Comitato Liberi Agricoltori Andriesi Zagaria ha analizzato la situazione relativa alla viabilità “alternativa” alla rotatoria che si vorrebbe rimuovere, dichiarando: “abbiamo elaborato la cartografia della viabilità alternativa a quella attuale garantita dalla rotatoria e il risultato è drammatico, sia per le condizioni disastrose di quelle strade alternative che per la loro pericolosità. Prima ipotesi: – per chi proviene da Barletta (S.P. 12 Via Vecchia Minervino) in direzione Borgo di Montegrosso o viceversa dovrà percorrere la S.P. 181, il ponte (altezza Azienda Papparicotta) e poi la S.P. 2, la strada Petrone per la S.P. 149. Questo significa che mentre con il vecchio percorso venivano percorsi 5,2 chilometri, con il nuovo bisognerà percorrerne ben 10,24 per raggiungere il Borgo.

Seconda ipotesi: – per chi proviene da Andria attraverso la S.P. 2 in direzione Montegrosso o viceversa dovrà percorrere il ponte per la S.P. 2 (altezza Azienda Papparicotta) per poi percorrere la Strada Petrone S.P. 149. Vecchio percorso 7,3 chilometri, nuovo percorso 7,5 chilometri. Terza ipotesi: – per chi proviene da Canosa attraverso la S.P. 2 in direzione Montegrosso o viceversa dovrà percorrere la S.P. 230 Strada contrada San Domenico S.P. 149. Vecchio percorso 3,5 chilometri, nuovo percorso 5,8 chilometri. A parte, quindi, le differenze chilometriche le preoccupazioni sono concentrate sulla differenza dei tempi di percorrenza, la pericolosità di quei tratti alternativi, sia per le condizioni del manto stradale che per la criminalità diffusa ma anche per l’azione disincentivante per utenti, residenti, operai, fruitori delle aziende, agricoltori ecc.”

Da canto suo il Presidente Unibat, Savino Montaruli, aggiunge: «l’ultimo incontro a Montegrosso ha sancito con forza e determinazione l’enorme scetticismo che è stato alimentato dall’inerzia e l’inettitudine di tutta la classe politica, a tutti i livelli, in questi mesi che avrebbero dovuto rappresentare la soluzione al problema mentre ancora oggi si parla solo di “possibilità del ripristino della rotatoria” e questa viene ritenuta una presa in giro bella e buona. L’esperienza del ponte sull’Andria-Trani che, nonostante ci siano i fondi disponibili non viene ancora realizzata nonostante le promesse degli stessi personaggi che oggi vorrebbero salvare Montegrosso, dimostra plasticamente l’incapacità di questa classe politica non rappresentativa nel mantenere le promesse, tenendo altresì conto che per la ricostruzione della rotatoria la Regione non ha stanziato e non stanzierà un solo euro. Lunedì 6 maggio in V Commissione regionale, a Bari, e martedì 7 maggio in Prefettura, a Barletta, si consumerà l’ultimo atto di questa che la propaganda elettorale vorrebbe farne una questione di promesse politiche a chi la spara più grossa, mentre a Montegrosso la gente è molto arrabbiata.

Tra i numerosi rischi che corre il Borgo c’è anche quello di vedere vanificato il mercato mensile ed il mercato contadino che saranno oggetto di discussione nel prossimo consiglio comunale della città di Andria qualora abbia il coraggio di approvare un disastroso Documento Strategico del Commercio. Ecco perché ci chiediamo: gli ambulanti, gli imprenditori, i consumatori come arriverebbero a quel mercato nel Borgo di Montegrosso? Attraversando quali strade? Affrontando quali e quanti pericoli? E la criminalità che imperversa ne sarà felice? Questioni che sfuggono a chi continua a presentare carte e proposte che sono solo fumo negli occhi da parte di chi, peraltro, è giunto quasi a fine mandato quindi sa benissimo che di quelle vane promesse non ne risponderà sballottando responsabilità e oneri su quelli che verranno. Una situazione disastrosa che continueremo a seguire con attenzione e che non lasceremo sicuramente nelle mani di allineati e di sterili ed asserviti compiacenti».

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