Borgo Montegrosso di Andria, il clima si surriscalda

62 Visite

Quella di lunedì 6 maggio 2024 sarà una seduta di V commissione regionale, a Bari, molto vivace e particolarmente attesa. Da quello che sarà detto in commissione, infatti, dipenderanno le imminenti iniziative civiche di residenti, agricoltori ed imprenditori che, a questo punto, sono diffidenti e sospettosi. L’assenza pressoché totale di progettualità e di concretezza in alternativa alla programmata rimozione della rotatoria lascia tutti estremamente preoccupati. Una preoccupazione che continua ad essere esternata da coloro che subiranno le conseguenze della  rimozione dello svincolo. Anche le prospettate soluzioni future non rassicurano affatto e vengono altresì viste come soluzioni senza certezze, peraltro affidate ad una politica litigiosa e senza alcun feeling quindi per nulla rassicurante. Oltre alle Associazioni degli Agricoltori, che si sono già espresse negativamente sulle soluzioni paventate ma senza fondamento; oltre alle continue esternazioni del noto ristoratore del Borgo; oltre alle prese di posizione dei singoli imprenditori che non ci stanno a restare con due foglietti di carta in mano, esiste un problema reale di sicurezza delle strade alternative a quella dello svincolo regolamentato oggi dalla rotatoria che comunque va messa in sicurezza. Sul delicato tema della sicurezza delle vie alternative a quella che sarà chiusa, interviene il Presidente di “Io Ci Sono!”, l’attivista sociale Savino Montaruli, che dichiara:

«come sospettavamo nessuna progettualità concreta e credibile è stata avanzata. Se quella rotatoria, che continuiamo a chiedere venga messa in sicurezza avendolo già chiesto alla Procura ed avendo visto i primi risultati, dovesse essere rimossa significherà una sconfitta di quanti continuano a battersi in una battaglia di civiltà e di coraggio. La rimozione, oggi, di quella rotatoria, significherebbe fare il gioco politico di chi afferma di avere soluzioni a portata di mano ma che, in realtà, non ci crede e di questo se ne sono accorti ormai tutti. Mettere in sicurezza quella rotatoria senza la sua rimozione è l’unica soluzione perché le alternative diventino realmente possibili e fattibili in tempi brevi, altrimenti tutti rimarranno con un pugno di mosche in mano; contenti di promesse propagandistiche, populiste e pilotate politicamente ed assumendosi la responsabilità diretta di tutto ciò che accadrà su quelle strade alternative, interne al territorio, pericolosissime e impraticabili. Se i residenti di Montegrosso, gli Imprenditori che comunque hanno intrapreso le vie legali; gli Agricoltori che ancora non hanno compreso la gravità di quello che accadrebbe su quelle stradine interne di campagna non avessero ancora cognizione di quanto sta accadendo, allora sono invitati a seguire in diretta la seduta di V Commissione di lunedì e rendersi personalmente conto della situazione che non è per nulla serena e per niente rassicurante, a fronte di un’amministrazione comunale, quella di Andria, di fatto a scadenza e di una condizione del consiglio regionale ancor più grave e delicata. In questo clima politico così fragile davvero qualcuno crede di poter ricevere rassicurazioni? Se tutti i soggetti interessati fossero arrivati a questo punto di ingenuità allora si rassegnino. Se, invece, abbiano compreso la reale delicatezza della vicenda, allora si pongano in essere tutte quelle iniziative civiche a difesa del territorio e del futuro delle persone e delle aziende. I più pericolosi, intanto, restano quelli che stanno in silenzio; che pur sapendo tacciono e non assumono posizione né dicono con chiarezza come stiano le cose. Se qualcuno crede che lunedì 6 maggio 2024 possa essere il giorno delle (altre) promesse si sbaglia di grosso. A Montegrosso hanno capito e chi ha deciso di contaminare politicamente una battaglia civile darà conto di questo allineamento soprattutto a se stesso».

News dal Network

Promo