Montegrosso, Unibat: “a breve il borgo della salute resterà isolato e penalizzato”

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«Tutti in ritardo. Anche per la delicatissima situazione della viabilità per Montegrosso sono arrivati tutti in ritardo».
Dopo l’incontro in Prefettura vanno giù duro da UNIBAT, l’Associazione di Rappresentanza guidata dall’Attivista Sindacale e Giornalista Savino Montaruli che aggiunge:

«mentre l’imprenditore, noto ristoratore signor Pietro Zito, resiste e manifesta un’evidente, crescente stato di preoccupazione per le conseguenze derivanti dall’isolamento del Borgo di Montegrosso; mentre si moltiplicano gli appelli di sostegno all’azione di Zito, come quella proveniente da parti allineate all’attuale amministrazione le quali addirittura invocano la “mobilitazione” invitando tutti i cittadini di Andria a sostenere l’azione civica di Zito, quindi l’incatenamento per evitare la rimozione della rotatoria presentandosi direttamente sul posto, a fronte di tutto ciò ecco che le aspettative e le attese vengono giù come panna smontata. La rotatoria sarà eliminata: questo il responso del Grande Summit che avrebbe dovuto dare soluzioni che i cittadini e gli imprenditori aspettano da mesi, credendo che qualcuno stesse lavorando per loro ma, di fatto, ancora una volta umiliati ed abbandonati. A fronte della rimozione della rotatoria di collegamento, cosa che avverrebbe fra qualche settimana, le menti pensanti, politici eccelsi e dirigenti di prim’ordine, promettono ancora. Promettono cosa? Promettono di sistemare le disastrose condizioni del manto stradale delle vie interne per raggiungere Montegrosso. A tal proposito interviene lo stesso Montaruli affermando: “Ridicolo!!!!!! Quelle vie interne disastrate, lasciate in quelle condizioni dagli stessi personaggi che oggi vorrebbero trovare soluzioni ai problemi che  li ha visti inetti e soccombenti in tutti questi anni, avrebbero già dovuto essere manutenute quindi rese fruibili e sicure. Nell’incontro in Prefettura sarebbe emerso che “da parte di Provincia e Impresa ci sarebbe l’indispensabilità di rimuovere l’attuale rotatoria ai fini del collaudo delle opere eseguite” ed ancora la Regione avrebbe affermato che “al momento non ci sarebbero atti formali su dotazione finanziaria per un progetto di completamento e di miglioramento che richiederebbe per giunta tempi molto lunghi”. Questo cosa significa? Che nessuno, neppure i privilegiati esponenti politici del territorio, hanno mai presentato alla Regione richiesta di dotazione finanziaria per le opere che avrebbe evitato questo disastro? Complimenti!!!! Oggi tutti dichiarano, a parole, di voler salvaguardare il Borgo Montegrosso ma davvero si vuole salvaguardare il Borgo? Come? Rispondendo al disastro combinato da chi è rimasto allineato, silente, a guardare in tutti questi anni, posizionando un po’ di asfalto su strade pericolose e disastrate?  Se è vero che tutti costoro oggi, e solo oggi, affermano di voler tutelare l’accesso al Borgo, sia per la sua valenza storica, economica, produttiva, naturalistica, culturale, sociale, sia per consentire ai suoi residenti di vivere in serenità e sicurezza anche a fronte di imprevisti che nella vita quotidiana di ciascuno possono verificarsi (necessità di recarsi in Ospedale, di chiamare un medico, di intervenire in una azienda in breve tempo e altro ancora), come mai tutte queste nobili valutazioni sono rimaste secondarie rispetto alla decisione ormai definitiva di rimuovere quella rotatoria? Il comune di Andria afferma che “ALL’OCCORRENZA” avrebbe volontà  di acquisire al proprio patrimonio quel tratto di strada per poterlo manutenere e gestire rendendo compatibile la sussistenza di un accesso diretto al Borgo (in cambio di altro tratto di strada comunale da cedere alla Provincia). Ebbene, questo “all’occorrenza” quando avverrebbe? Cosa significherebbe in linguaggio pratico, comprensibile e non politichese? Forse potrebbe avvenire quando anche questa classe politica distratta e ritardataria sarà altrove occupando più comode e privilegiate poltrone e diventeranno tutti irreperibili, come per quelli che in passato hanno assistito passivamente allo scempio che ha portato a questa condizione? Così come è stato detto in Prefettura, quella rotatoria va innanzitutto messa da subito in sicurezza, come le nostre Associazioni hanno chiesto di fare e come seppur in maniera minimale è stato fatto proprio grazie a quelle nostre segnalazioni alle competenti Autorità ma soprattutto bisogna evitare l’ennesima delusione ed umiliazione per la Comunità civica ed imprenditoriale di Montegrosso che, con la rimozione della rotatoria, subirebbe conseguenze drammatiche, accontentandosi di ulteriori promesse e tante belle parole ma restando, di fatto, isolata e preclusa a quello sviluppo tanto auspicato. Quelle strade di campagna che solo oggi si vorrebbero mettere in sicurezza per dare un contentino di risposta ad un grandissimo problema è una chiara ed evidente provocazione alla quale non si deve cedere. Altrimenti prepariamoci a rincorrere sempre gli stessi personaggi che, a turno, spariscono e compaiono a seconda delle convenienze e dei periodi elettorali. La storia è scritta ed è un’altra brutta storia fondata su silenzi assordanti e becere accondiscendenze intrise di diatribe tutte interne ai giochi di potere di una politica antipopolo e mediocre si sta consumando tra equivoci ed inganni» – ha concluso Savino Montaruli di Unibat.

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