Andria, la Fiera di Aprile commerciale distrutta ed abbandonata. Oltre 600 euro per un posteggio

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 La 587^ edizione di quella che sembra ormai la ridicola parodia della gloriosa Fiera di Aprile che attirava nella città di Andria decine di migliaia di visitatori, mettendo in moto un indotto economico di grande valore, sembra aver toccato definitivamente il fondo. Un comune che spende e spande per foraggiare ed alimentare un sistema che sta ruotando sempre e soltanto attorno alle stesse, identiche, persone, decide di abbandonare la Fiera di Aprile commerciale ed ecco che la débâcle è arrivata pesantemente abbattendosi sul piccolo commercio, sui cittadini, sugli operatori e sulla città federiciana.

Non va giù agli ambulanti fieristi il salasso preparato dal comune di Andria perla partecipazione alla Fiera di Aprile ed ecco che scatta la protesta: sui 120 posteggi disponibili, come da Piano del Commercio, in meno di venti si presentano alla cassa per pagare il conto salatissimo che può arrivare anche a superare i 600 euro, tra canone di occupazione del suolo pubblico, diritti di segreteria ed altri oneri richiesti da un comune disastrato a causa di un mal governo che persiste e che lo sta completamente portando alla deriva.

Dall’Associazione di Rappresentanza CasAmbulanti Fieristi, diretta dal sindacalista Savino Montaruli, rincarano la dose: «dopo alcuni anni di andazzo disastroso scopriamo che il comune di Andria è governato da veri e propri masochisti che amano farsi del male e farlo all’intera comunità. Anche quest’anno il comune di Andria perderà oltre 40mila euro di mancati introiti a causa delle rinunce da parte degli Ambulanti a farsi salassare ed aggredire da un’amministrazione comunale che ha ridotto la Fiera di Aprile ad una farsa. Chiedere oltre 600 euro per un posteggio in una Fiera che non vale nulla è da criminali, prima ancora che da incapaci di gestire la cosa pubblica ed il decantato bene Comune. Un canone di oltre dieci volte superiore a quello che si paga per partecipare alle migliori manifestazioni fieristiche d’Italia e di Puglia.

Un vero affronto che mira a distruggere l’intero tessuto storico e produttivo della città ormai in balia di avventurieri della politica e di arrivisti che non hanno compreso il danno che stanno producendo alla comunità ed all’economia cittadina. Anni di disastrose e scellerate azioni che stanno definitivamente demolendo quel tessuto economico cittadino abbandonato a se stesso, senza una guida ed in balia dell’improvvisazione. Dopo aver distrutto la Festa Patronale ora tocca anche al definitivo decadimento della tradizionale Fiera di Aprile. Una città ormai alle pezze dove politiche consociative e di allineamento stanno mortificando i cittadini e l’intera comunità sofferente. Sugli aspetti organizzativi meglio non parlarne; le richieste dei pagamenti giunte solo a poche ore dalla manifestazione. Un’aggravante che conferma tutta l’improvvisazione di dilettanti allo sbaraglio».

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