Sempre lei, la Popolare di Bari

45 Visite

 

L’ammontare del valore delle azioni della Banca Popolare di Bari che i vecchi azionisti detenevano prima della introduzione dell’obbligo di trasformazione in SPA si aggirava attorno al miliardo e trecento milioni mentre -come leggiamo da queste colonne- l’ipotesi giudiziale di truffa perpetrata ai danni degli azionisti ammonta a otto milioni; gli azionisti gabbati che hanno denunziato la truffa sono 176 mentre il totale degli azionisti sono più di 70 mila. Cioè il capitale truffato nel giudizio in parola sarebbe il 0,006% del totale ”evaporato”; mentre gli azionisti che hanno subito il danno da accertare sono lo 0,0025% del totale. A occhio e croce se non abbiamo sbagliato qualcosa i numeri dicono che pochissime banche al mondo sono state più oneste di quella barese ma tutti -e dico tutti- gli azionisti sono rimasti senza una lira… e questo non va bene. Qualcosa non ritorna.

 

Inoltre i vecchi azionisti avevano erogato crediti e detenevano -attraverso la banca- immobili e altre attività quindi erano proprietari di somme di vari miliardi e ci si chiede dove sono adesso questi soldi. Certamente la Guardia di Finanza che ha svolto fino ad adesso un egregio e difficilissimo lavoro saprà darci una risposta esaudiente ma il mercato finanziario non attende e vuole risposte immediate che possono venire solo dalla politica.

 

Il mercato del risparmio vive di fiducia e non tollera sbavature nella più totale trasparenza: se un lavoratore vuole detenere la propria liquidazione in una qualunque forma deve essere assolutamente certo che colui cui presta o affida in qualunque forma i suoi soldi glieli conserverà o restituirà intatti fino alla data stabilita e deve saperlo PRIMA di affidarli. Questa è la regola; quindi TUTTI gli azionisti della BPB devono avere indietro TUTTI i loro soldi quanto meno sotto forma di titoli come titoli erano quelli che detenevano e che adesso non valgono più nulla. Su questo non si discute. Anche i creditori del crack argentino hanno ricevuto l’intera somma persa maggiorata del cinquanta per cento per i rendimenti persi. La circostanza che queste della BPB erano azioni non cambia in nulla l’imperativo della trasparenza e correttezza necessari ed impone un controllo aggiuntivo da parte delle autorità preposte: in finanza conta solo il risultato; il risparmiatore ha perso qualcosa o no? Se ha perso qualcosa non è colpa sua e serve trovare chi lo rifonderà.

 

Inoltre dobbiamo ricordare che i vecchi azionisti sono stati ridotti in queste condizioni anche dal comportamento sbagliato della Commissione Europea nel caso Tercas che è stato giudizialmente riconosciuto errato; quindi la Commissione Europea deve alla BPB un risarcimento che è stato stimato di importo minimo valutato in cinquecento milioni che ovviamente sono dei vecchi azionisti.

 

Infine dobbiamo ricordare che l’identità barese è fatta certamente di orecchiette realizzate per strada ma anche del marchio della Popolare di Bari nata e cresciuta a Bari con l’apporto dei risparmi dei baresi; è impensabile che una tale offesa della nostra identità non venga sanata nella sua interezza.

 

Chiediamo ai politici che si stanno scatenando per le prossime elezioni: intendono darsi una mossa oppure no?

 

CANIO TRIONE

News dal Network

Promo