Nulla di nuovo dal fronte sud

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Se a Melfi o a Pomigliano o a Termoli ci fosse uno stabilimento automobilistico poco redditizio, in via di essere dismesso o dal futuro incerto magari pagato con i soldi del contribuente….

 

mentre il governo italiano fosse un grosso cliente di mezzi militari -precisamente di fuoristrada 4×4- leggeri che sta comperando a centinaia da aziende estere…

 

mentre esiste anche un mercato privato pronto a comperare tali mezzi fatto di grosse aziende -come l’Enel- e piccole come le imprese agricole….

 

e ci fosse una elevata disoccupazione e cattiva occupazione condita da rischio di infiltrazioni malavitose….

 

e in più vi fosse vicino una elevata produzione di acciai…

 

e una impresa locale operativa ormai da anni e quindi che sa come si fabbrica un’automobile…

 

forse si potrebbero unire tutte queste componenti e rilanciare una parte dell’economia meridionale.

 

Pure nelle trattative che periodicamente si intavolano per salvare (leggi: rifinanziare a spese del contribuente) gli impianti di imprese del nord erroneamente allocati al sud non se ne è mai parlato. E neanche il fantasioso mondo dei meridionalisti ne ha mai avanzato l’ipotesi; senza parlare dei politicanti locali che non si occupano di queste cose in quanto credono che occupare e difendere la poltrona di Presidente o di Ministro costituisca una forma di politica e non di appropriazione indebita.

 

In queste condizioni si torna a votare con i candidati scelti accuratamente tra quelli che certamente non cambieranno nulla semplicemente perché non immaginano minimamente cosa fare….

 

E magari alcuni dei maggiori politicanti si fanno dare una mano dalla malavita che è quella che si nutre di miseria materiale e culturale diffusa e di politici incapaci…oppure al meglio si alleano con partiti difensori di interessi antimeridionali come è stato fin dai tempi di Liborio Romano.

CANIO TRIONE

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