Presentato il bando Pro.V.I. che promuove l’indipendenza dei soggetti con disabilità

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Promuovere l’assistenza e favorire l’emancipazione dei soggetti con disabilità e non autosufficienti, sono solo alcune delle attività messe in campo dalla Regione Puglia attraverso le risorse del bando PRO.V.I. e PRO.V.I. Dopo di noi (AD. 206 del 23/02/2024), presentato dal vice sindaco del comune di Trani e promotore del progetto “Dopo di noi”, Fabrizio Ferrante e da Antonio Spera, presidente dell’impresa sociale Manè, destinato a tutti soggetti con disabilità senza alcuna distinzione (sindrome di down, sordi, sordomuti, ciechi, disabili motori, disabilità cognitive lievi e medie).

“Fino all’11 aprile tutti gli interessati potranno fare domanda per beneficiare in maniera attiva degli aiuti forniti dalla Regione Puglia che consentiranno sia alle persone con disabilità o alle persone che assistono, di poter acquistare dispositivi o disporre di agevolazioni che renderanno più autonome le persone con disabilità, capitalizzando al massimo i livelli di autonomia”. Ferrante sintetizza a grandi linee il contenuto del bando, i cui contributi avranno una durata tra i 12 e i 18 mesi e tra i 15 e i 20 mila euro. I soggetti coinvolti potranno completare i personali percorsi di studio universitari e post diploma, percorsi di inserimenti lavorativo e socio-lavorativo.

E ancora percorsi di integrazione sociale grazie alla possibilità di partecipare ad attività di inclusione sociale e relazionale che comprendono lo sport, la cultura, la socialità. Inoltre non mancherà il supporto alle funzioni genitoriali e interventi che riguardano il cosiddetto “Dopo di noi”, con riferimento particolare al co-housing sociale e all’abitare in autonomia, con la possibilità di acquistare apparecchiature di domotica, indispensabili per garantire indipendenza in casa. “Abbiamo scommesso tempo fa su una struttura che non fosse di tipo assistenziale, bensì di promozione” spiega Antonio Spera, che aggiunge: “I soggetti non sono più passivi, di cura e assistenzialismo, ma diventano soggetti attivi della propria autodeterminazione, per costruire il proprio progetto di vita personalizzato”.

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