Morte poeta portoghese Nuno Júdice: casa editrice pugliese i Quaderni del Bardo è la casa editrice italiana che pubblica la sua ultima raccolta di versi

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“La casa della poesia”, antologia che raccoglie poesie scelte dal poeta Nuno Júdice nell’arco della sua vita, rimarrà l’ultima opera tradotta in italiano di questo poeta: con lui viene a mancare una delle voci più importanti della poesia portoghese contemporanea. Il libro, tradotto da Emilio Coco ed edito quest’anno da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno nella collana “Altri Incontri” diretta da Laura Garavaglia, è stato presentato online a cura de La Casa della Poesia di Como ODV a febbraio con letture fatte in video dal poeta che recitava alcune poesie. A dicembre del 2023 l’antologia era stata era stata recensita tra gli altri da Roberto Galaverni, in un articolo su La Lettura del Corriere della Sera del dicembre scorso. Alcune di queste poesie sono state scritte in gioventù e altre sono recenti, così che questo libro può essere considerato anche una sorta di suo testamento poetico.

La  scrittura rappresentava per Júdice anzitutto una pratica, un concreto “fare” che deve far parte della quotidianità, paragonata al lavoro domestico di fare il bucato, cuocere il pane, recarsi in un negozio di alimentari per fare acquisti e uscirne senza aver comprato niente “ma con la poesia nella borsa della spesa”. Al libro Judice ha voluto dare un tema unico, ha voluto cioè parlare di come si fa poesia ed è dunque poesia metapoetica. Qui tuttavia non c’è nulla di intellettualistico perché nei versi di Júdice regna l’essenza del significato che ogni parola acquista magicamente nel verso e ogni parola nomina le cose e dà loro vita “Mi piacciono le parole esatte, quelle che colgono il centro delle cose. E quando le trovo/ è come se le cose uscissero dal loro interno” recita una significativa poesia “Il posto delle cose”. È come se la parola fosse l’anima stessa delle cose. Un altro tema presente nel libro è quello della memoria, legato in modo indissolubile alla poesia, che con le sue parole fa rinascere, riporta alla luce le esperienze vissute, restituendo nella parola poetica senso e vita a luoghi, persone, cose che appartenevano al passato, come il postino che portava le lettere al giovane Nuno, trasponendo i ricordi in una dimensione che i portoghesi chiamano saudade, un  sentimento affine alla nostalgia e a una sorta di malinconia per qualcosa che si è perso ma rivive nel ricordi. 

Nell’antologia sono raccolte varie poesie richiamano il paesaggio dell’Algarve, questa regione del Portogallo oggi molto frequentata dai turisti da ogni parte del mondo, ma che nell’entroterra mantiene ancora in parte tutto il fascino volta. Un paesaggio  che si rivela attraverso la parola-emozione: il cielo di settembre plumbeo e carico di nuvole, gli incendi della campagna, che spesso purtroppo si verificano in Portogallo, i campi che si estendono fino all’oceano – mare che si perde all’infinito, I luoghi dell’infanzia, il ritmo delle stagioni, il mutare della luce durante il giorno e quel “mistero” che avvolge il paesaggio portoghese, quel senso di inquietudine e malinconia, indefinibile o forse definibile solo appunto con la parola saudade, parola che manterrà d’ora in poi viva la memoria di una delle voci più intense e significative della poesia del Portogallo.

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